lunedì 7 gennaio 2019

Recensione - Miss Miles



Risultati immagini per cover miss milesMiss Miles
di Mary Taylor

Pagine: 800
Prezzo: € 3,99 / 16,00
Editore: Darcy Edizioni
Pubblicazione: 20 Dic 2018

Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne.Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia. Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.

Quando la Darcy Edizioni mi ha proposto la lettura di questo testo non ho saputo rifiutare, nonostante la mia TBR list sia già piuttosto lunga. 

Non avevo mai letto nulla di Mary Taylor, a dire la verità non ne sapevo proprio l'esistenza, ma la sua amicizia con Charlotte Bronte è stata un valore aggiunto che mi ha spinta a richiedere la copia per parlarvene oggi, all'inizio del review party che durerà tutta la settimana su numerosi blog. 

La prima cosa che mi sento di dire - in totale onestà - è che Miss Miles non è un libro per i più. 
Innanzitutto è un classico, il che porta a restringere notevolmente il numero di interessati. E' un genere che deve piacere, che si deve amare. 
In secondo luogo, non si deve avere timori dei mattoncini. Miss Miles, come potete leggere dalla scheda informativa sopra, è un libro di 800 pagine
Personalmente amo i classici e adoro i mattoncini librosi. Soprattutto quando, nonostante il loro volume, sono caratterizzati da una narrazione scorrevole, come questo qui. 

Inoltre, è ambientato nell'Ottocento. Il periodo che risente l'eco del puritanesimo, del paganesimo, del vittorianesimo e la cui mentalità tipica della gente è davvero davvero ottusa. 
Ma è anche il periodo del romanticismo struggente alla Jane Austen, o di quello che risente delle ombre dell'atmosfera gotica alla Emily Bronte, etc. 
Un periodo che se guardato soltanto con gli occhi delle ultime due autrici, potrebbe sembrare meraviglioso, per l'aurea di mistero da cui viene avvolto. 
Io stessa - e qui molti avrebbero da ridire - sono innamorata dell'Ottocento, ma Mary Taylor si presenta come la voce fuori dal coro. 

Mary Taylor fu una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne, e credo che il suo animo ribelle e determinato, accompagnato dal desiderio di svelare la vera condizione che le donne stavano accettando di vivere in quel periodo, sia tutto qui, in Miss Miles. 

Ho apprezzato molto la copertina realizzata dalla Casa Editrice. La figura della donna col volto coperto dal cappello mi piace tantissimo. Una donna - una qualsiasi, il cui volto potrebbe essere quello di ciascuna di noi - su un libro femminista. 
Una scelta un po' scontata, certo, ma disegnata in questi termini di incertezza e versatilità ha quel quid di interessante. 

Indirettamente Miss Miles si presenta come il Diario di quattro giovani donne, Dora, Maria, Sarah, Amelia, che si pone l'obiettivo di dipingere, con un ventaglio di colori ristretto, la quotidianità di tutte loro. 

Sarah Miles è la protagonista principale, la nostra Miss Miles da cui l'opera prende il titolo. Una giovane donna del paese, figlia del droghiere. Sin dalle prime righe andiamo incontro alla personalità fuori asse di Sarah, che vuole andare a scuola. Vuole studiare, vuole imparare a guardare il mondo con i suoi occhi, con la sua capacità di giudizio, senza le influenze altrui, e più di ogni cosa vuole trovarsi nelle condizioni di guadagnare. Vuole lavorare per vivere, come fanno gli uomini. Avere una sua indipendenza economica. Il suo obiettivo, a dir la verità, è quello di diventare una signora, anche se non ha ben chiaro cosa questo voglia dire.

Maria e Dora sono migliori amiche, e in una narrazione altalenante e ricca di intrecci giungiamo alla conoscenza della seconda e terza protagonista del libro.  
Grazie all'eredità di cui dispone in seguito alla morte dei suoi genitori, Maria riesce ad affittare una casa in un paesino vicino e avviare una piccola scuola, che successivamente verrà frequentata da Sarah e Amelia (la quarta protagonista), soddisfacendo così il suo desiderio di insegnare e di guadagnarsi da vivere lavorando, sebbene ciò rappresenti motivo di vergogna per i familiari rimasti. 
In seguito alla morte del padre, la madre di Dora sposa un uomo violento. Quando entrambi muoiono Dora deve occuparsi della casa e dei fratellastri che la odiano e si rifiutano di darle del denaro. In una situazione così triste e drammatica, il suo unico appiglio e motivo di incoraggiamento verso tempi migliori è la corrispondenza con l'amica Maria, fin quando la sua vita non le starà tanto stretta da decidere di scappare di casa per guadagnarsi da vivere. 

A primo acchito Amelia sembra trovarsi in una situazione migliore, fin quando però la sua famiglia non deve contrastare una crisi finanziaria. Da ragazza matura e responsabile, desidera aiutare i suoi genitori e la sua famiglia: vuole trovare un lavoro per guadagnare qualcosa anche lei. Tuttavia per la sua famiglia ciò rappresenterebbe un motivo di profonda vergogna, e Amelia non comprende come possa essere preferibile morire di fame. 

Questi brevi episodi saranno il punto di partenza della nuova vita di queste donne, le cui esistenze si intrecceranno per volere del destino, all'insegna di un'amicizia limpida e disinteressata. 

Per molti aspetti il testo può considerarsi un romanzo contemporaneo. L'autrice dà voce al proprio pensiero tramite queste quattro donne ed emerge una Mary Taylor determinata, desiderosa di realizzarsi come persona, ma soprattutto come donna. Mediante i suoi personaggi principali e non, la Taylor sottolinea costantemente lo stato di nichilismo in cui si trovano tutte le donne dell'epoca. Esse non sono affatto incoraggiate a praticare il loro potenziale, a mettersi in gioco al pari degli uomini, anche in situazioni di necessità, come quelle delle donne menzionate nel romanzo. 
Mary Taylor vede dell'ingiustizia nel doveroso compito di cui si fa carico la società di controllare le donne e renderle schiave del focolare domestico, con l'unico scopo di trovare un buon partito per marito, che possa permettere loro di vivere il resto dei giorni serenamente. 
Miss Miles è un romanzo moralmente intenso, in pieno stile Ottocentesco, ma dai contenuti rivoluzionari. Le quattro donne del romanzo forniscono uno spaccato approfondito della società vittoriana femminile, nel modo più crudo possibile cosicché risultino evidenti le critiche mosse dalla scrittrice.
Inoltre, nonostante la sua evidente presa di posizione a favore delle donne, il testo non smette di essere equilibrato. Non è un libro contro gli uomini. Mary Taylor sembra essere del tutto consapevole che tutti, sia uomini che donne, in fondo sono il risultato di una mentalità tramandata dalle generazioni precedenti, come se allo stesso modo fossero tutti soggetti a un incantesimo. Tramite le esperienze di queste donne, che saranno agevolate da alcuni personaggi secondari, e ostacolate da altri, Mary sembra volere augurare a tutte le donne di trovare la forza di fare affidamento su se stesse, e non su un qualche marito che avrà il compito di permettere loro di non morire di fame. 
La trama, abbastanza complessa e a volte tragica, è resa corposa dai numerosi dialoghi che agevolano il ritratto della psiche dei vari personaggi, e ancora di più della mentalità del periodo. 
Non è Jane Eyre, non è Wuthering Heights, ma credo che questo sia un romanzo immeritatamente dimenticato, e non posso che ringraziare la Darcy Edizioni per essersi fatta carico di un romanzo così importante.  

sabato 22 dicembre 2018

Recensione - Ogni storia è una storia d'amore



Buongiorno lettori, e buon inizio delle vacanze!! 
La sentite l'atmosfera natalizia? Ormai ci siamo! E' il momento dell'attesa, quello in cui stai lì a guardare tutti i pacchetti e pacchettini sotto l'albero in attesa dei loro destinatari! 
Il blog non andrà in vacanza, mi manchereste troppo, e in ogni caso non smetterò di leggere quindi non c'è proprio motivo di prendersi una pausa! Ho in mente di smaltire un po' la lista delle letture in questi giorni, ma volevo inaugurare il periodo natalizio qui sul blog con un libro che ero sicura sarebbe stato speciale, con un tema che spero possa accompagnare le vostre vacanze, le vostre giornate, e l'intera vostra vita. 
Buona lettura 💓

Ogni storia è una storia d'amoreOgni storia è una storia d'amore
di Alessandro D'Avenia

Pagine: 324
Prezzo: € 20,00
Anno: 2017
Genere: Narrativa Contemporanea

L’amore salva? Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva? 

Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.
Chi mi segue già da un po' saprà che Alessandro D'Avenia è uno dei miei scrittori preferiti, uno di quelli di cui ti innamori ciecamente, certa che qualsiasi pensiero uscirà dalla sua penna sarà per te spunto di riflessione, verità nostalgica e irraggiungibile, carica dell'esistenzialismo che caratterizza la bellezza che pochi autori sono stati capaci di concretizzare su carta, e soprattutto di trasmettermi. Quale strumento meraviglioso la penna, mutevole e mutabile, che a seconda di chi la impugna è capace di diventare fonte di magia e meraviglia. 
E' così, con la magia del Natale alle porte, che oggi vorrei parlarvi di Ogni storia è una storia d'amore. 
Perfettamente consapevole delle numerose parole che sono state spese su questo libro, non mi sono comunque tirata indietro. Non è bello solo quello che l'autore ci regala con i suoi scritti, è anche bello parlarne, riviverlo a sangue freddo e affidare al tempo, al vento, la diffusione di un amore bianco. Non perchè sia perfetto, ma bianco per la sua purezza. 
Il motivo per cui apprezzo tanto lo scrittore Siciliano è il suo obiettivo: diffondere la bellezza della bellezza. Il suo mezzo sono le parole, utilizzate con così tanta cura da riuscire a racchiudere sensazioni astratte e rendere squisita anche la più amara verità. Alessandro D'Avenia è innamorato della bellezza, ma lo è nelle vesti della letteratura, che - come scrive nei ringraziamenti - dovrebbe essere non solo la causa, ma anche la casa della bellezza
Viviamo in un periodo in cui la routine sembra riuscire a sterilizzarci, ad assopire la vita di cui dovremmo essere portatori, e la bellezza, come la meraviglia, si pongono l'obiettivo contrario.  Voi credete nella bellezza? Nella meraviglia? Nella ricerca di quella scintilla rannicchiata nei luoghi più improbabili, capace di ravvivare il fuoco che avete dentro? 
Credo sia questo, il senso della bellezza. 
Il tu capace di stanare sempre e comunque l'uomo è la bellezza, l'avamposto di cui si serve l'amore per chiamarci, la seduzione all'avventura, la promessa di una pienezza di cui lo stupore iniziale è solo l'idea rispetto all'opera compiuta, il ponte levatoio che ci immette nelle mura del castello interiore pieno di nemici, che non sono altro che gli ostacoli della nostra piena maturazione e felicità: la nostra salvezza. Nessuno si innamora se non attraverso la bellezza. 
Ed è così, con questa premessa, che nasce Ogni storia è una storia d'amore. Un viaggio finalizzato alla rivelazione dei tratti dell'amore come cammino alla scoperta di se stessi attraverso l'altro e insieme all'altro, e non a causa dell'altro
Le tappe in cui si snocciola questo viaggio mistico sono dieci, escluse la partenza finalizzata a illustrare la mappa del viaggio, e l'arrivo inteso come metamorfosi. Non a caso, infatti, tali tappe sono tutte introdotte dai versi delle Metamorfosi di Ovidio, e raccontano la vita di amori seducenti, teneri, folli, distruttivi ed eterni, tramite donne accomunate dalla condizione di essere state compagne di vita di alcuni dei personaggi più illustri che la Storia abbia visto. Alcune nelle vesti di muse, fonti di bellezza e ispirazione per l'amato, artiste loro stesse delle parole o delle arti pittoriche, altre, invece, nelle sembianze di amiche, confidenti, supporti emotivi e psichici, o addirittura rivali della loro salvezza. 
L'amore salva? Non credo possa esistere domanda più complessa, e la riposta non potrà che essere altrettanto articolata. 
Per Orfeo ed Euridice l'amore è stato salvifico? 
Le donne protagoniste saranno i mille volti di Euridice, e negli amanti vedremo Orfeo. Il filo conduttore di tutte le storie è proprio il mito citato, la cui analisi avviene lentamente, aprendo ferite nell'animo umano che verranno poi curate dal balsamo di questo sentimento che ha del surreale. 
In amore ci si deve prima perdere per potersi ritrovare.  
I capitoli sono tutti splendidi, non è una novità che la prosa di Alessandro D'Avenia sia ora densa ora fluida, in un ritmo mai costante perché la vita non è costante. Poesia incantatrice come il canto delle Sirene per Odisseo, ma con un intento più benefico e benevolo. Tuttavia, due sono stati i capitoli che hanno lasciato un segno profondo nella mia anima durante la lettura. Zelda e Alma
Zelda, per esempio, tra le figure di donne sopra elencate, fu rivale della salvezza. Lei e Scott Fitzgerald si amarono con una tale passione e attrazione mentale da essere l'una la rovina dell'altro. Si amarono perché avevano intuito nell'altro il riflesso dello stesso destino rovinoso da cui sentivano il bisogno disperato di salvarsi. Il loro fu un amore intellettuale, elevato sotto tutti i punti della conoscenza. Comprendevano la meraviglia della bellezza e della perfezione, e il non riuscire a raggiungerla li fece andare fuori di testa. Più che salvifico, il loro fu un amore corrosivo a causa della violenza con cui li bruciava dall'interno, ma comunque bellissimo. Orfeo ha amato così tanto Euridice da non riuscire a controllarsi, da voltarsi invece di salvarla. 
Alma invece fu una vera fonte di ispirazione e un supporto vitale per Alfred Hitchcock. Non c'è genio che non abbia un lato oscuro, è il prezzo da pagare. Alma è stata capace di amare, modellare, migliorare il lato oscuro di Alfred. Il loro fu un amore solido, grande e duraturo. Profondo come pochi, ma anche pieno di disperato desiderio di realizzazione, di raggiungimento del proprio scopo ultimo: esprimere il proprio estro geniale nelle vesti di qualcosa che potesse essere apprezzato dai più. 
In questo caso non fu lui a corteggiare lei, a conquistarla, fu proprio lei, con la sua intelligenza, il suo canto, la sua bellezza a diventare indispensabile fonte di salvezza e successo. 
Alfred non ricevette mai l'Oscar come regista, ma quando gli diedero il premio alla carriera dell'American Film Institute, a sessantanove anni, ti rese giustizia dicendo: "Lasciatemi ricordare per nome solo quattro persone che mi hanno dato il massimo affetto, stima, incoraggiamento, e costante collaborazione. La prima delle quattro è una montatrice, la seconda è una sceneggiatrice, la terza è la madre di mia figlia, Pat, e la quarta è la cuoca capace di miracoli mai compiuti in una cucina casalinga. E si chiamano tutte Alma Reville". 
Il segreto di cinquantaquattro anni di matrimonio e più di sessanta film è tutto qui. Il suo Oscar eri tu, miglior autrice non protagonista della vostra storia. 
Un altro bellissimo capitolo, in realtà, è pure quello che vede protagonista Constance Dowling e  Cesare Pavese. Un racconto all'insegna di uno degli amori più puri ma comunque sofferti e sofferenti. Ma questo lo lascio scoprire a voi, con la speranza che vogliate donarvi a queste pagine, raccogliendo e riavvolgendo il gomitolo che Alessandro D'Avenia ha srotolato per noi tra le righe. 
Ogni storia è una storia d'amore è un libro splendido, che non verte sul bisogno di dare un'accezione negativa o positiva all'amore. Esso è polimorfo, può presentarsi in tanti modi, ma sarà comunque un sentimento fortissimo. E' una lettura lenta, viscerale, profonda, esistenziale, affascinante come poche, e Tess (amante di Raymond Carver), Fanny (John Keats), Sylvia (Ted Hughes), Zelda (Scott Fitzgerald), Anna Magdalena (Johanne Sebastian Bach), Joy (Lewis), Elizabeth (John Everett Millais), Fanni (Miklòs Radnòti), Milena (Kafka), Amalia (Guido Gozzano), Alma (Alfred Hitchcock), Anna (Dostoevskij), Galatea (Pigmalione), Veza (Elias Canetti), Jeanne (Amedeo Modigliani), Licy (Giuseppe Tomasi di Lampedusa), Olga (Ezra Pound), Ofelia (Fernando Pessoa), Karen (David Foster Wallace), Susette (Friedrich Holderlin), Constance (Cesare Pavese), Ingeborg (Paul Celan), Camille (Auguste Rodin), Friderike (Stefan Zweig), Georgie (William Butler Yeats), Katherine (Pedro Salinas), Caitlin (Dylan Thomas), Sien (Vincent Van Gogh), Nadezda (Osip Mandel'stam), Antonietta (Luigi Pirandello), Regine (Soren Kierkegaard), Pilar (Antonio Machado), Fanny Targioni Tozzetti (Antonio Ranieri - Giacomo Leopardi), Edith (J.R.R. Tolkien), Giulietta (Federico Fellini), Carol (Julio Cortàzar), vi faranno compagnia in questo viaggio alla scoperta di un amore universale, che non ha importanza in quale luogo geografico metta le radici, in quale epoca e con quale incipit, esso sarà sempre caratterizzato dalla dicotomia vita e morte. Esso è un sentimento sempiterno, che D'Avenia ha racchiuso in questo contenitore cartaceo. 

Cover Reveal - Miss Miles




Buongiorno lettori! Anche se un paio di giorni in ritardo - scusatemi, ho avuto un esame all'università - vorrei presentarvi Miss Miles, di cui vi parlerò nel dettaglio in 7 Gennaio 2019, con una recensione!

Miss Miles
di Mary Tylor

Traduttore: Alessandranna D’Auria
Editore: Darcy Edizioni
Pagine: 800 circa
Genere: classico
Costo: 3,99€ in ebook - 16€ - in promo a 0,99€ in ebook dal 20 al 27 dicembre
Data d’uscita: 20 dicembre

Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne. Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia.Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.


Mary Taylor:

Mary Taylor (1817-1893) è una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne, nacque a Birstall, nello Yorkshire, in Inghilterra.
Mary era una bambina impulsiva e intelligente. Incontrò Charlotte Brontë nel 1831 alla Roe Head School di Mirfield, dove divennero amiche.
Quando morì suo padre, Mary intraprese un tour europeo e nella sua corrispondenza con Charlotte Brontë descrisse ciò che aveva visto nei suoi viaggi che la ispirarono a recarsi a Bruxelles nel 1842. Nell'ottobre 1843, Mary andò in Germania dove, sfidando le convenzioni stabilite, trovò lavoro per insegnare ai giovani uomini.
Nel marzo 1845 Mary seguì suo fratello più giovane, William in Nuova Zelanda. Aprì con sua cugina un negozio. Siccome non aveva intenzione di rimanere in Nuova Zelanda, vendette il negozio che le aveva procurato un buon reddito in un modo che una donna della classe media avrebbe trovato impossibile in Inghilterra e tornò nello Yorkshire prima del 1860.
Eppure, non ha smesso di viaggiare e ha fatto visite annuali in Svizzera, dove, a quasi 60 anni nel 1875, ha guidato un gruppo di cinque donne in una spedizione per scalare il Monte Bianco. Un resoconto delle loro avventure fu pubblicato come Swiss Notes di Five Ladies.
Mary Taylor ha contribuito con articoli alla rivista Victoria Magazine di Emily Faithfull, sostenendo le questioni femministe, il suffragio femminile e i diritti di proprietà.
Ha lavorato al suo unico romanzo, Miss Miles, per quaranta anni prima che fosse pubblicato nel 1890, che oggi per la prima volta è proposto in italiano. Si tratta di un romanzo che incoraggia fortemente una dimensione lavorativa anche per le donne che fino a questo momento avevano come unica scelta quella di fare un buon matrimonio.
Mary era una donna speciale, una donna diversa, una di quelle che non aveva accettato il matrimonio come unico destino per il genere femminile. Mary non aveva intenzione di annullarsi socialmente e la sua risposta alla vita fu viaggiare e lavorare.

Mary, che non ce la faceva più ad ascoltare le lamentele della madre, andò il più lontano possibile per darsi un’opportunità: farsi strada nel mondo. E questo obiettivo diventò il tema principale di questo romanzo.

domenica 9 dicembre 2018

Recensione - La scelta di Lilian

Avete mai letto un romanzo femminista? Uno di quelli in cui una donna, più o meno verosimilmente esistita, si prende carico delle identità di molte altre? 
La scelta di Lilian è il mio secondo romanzo femminista, e - come la prima volta - mi riscopro riempita da un senso di amarezza e vittoria. 
La scelta di Lilian, come Una Donna di Sibilla Aleramo, sono esattamente questo: amarezza e vittoria. Vi chiederete come sia possibile sostenere una dicotomia così contrastante. Mettetevi comodi, magari con una tazza di thè accanto, e - se vi aggrada - leggetemi. 

La scelta di Lilian 
di Marcella Spinozzi Tarducci 


Pagine: 179
Prezzo:  € 16,90
Editore: Bonfirraro
Genere: Romanzo
Anno di Pubblicazione: 2018

Una storia come tante perché ancora una volta è una storia di violenza sulle donne, di una bambina violentata nell’ambiente domestico, il che condizionerà a lungo la sua vita, ma la protagonista non è una come tante. La sua sensibilità, la sua intelligenza, la sua caparbia volontà di sciogliere l’enigma della sua vita, ne fanno un’eroina degna delle storie che non si dimenticano. Un romanzo ispirato a una storia vera, accaduta in Toscana nel secolo scorso e che, nonostante questo, è oggi ancora di grande attualità. L’autrice narra con grande introspezione psicologica le vicende di una giovane donna che scopre, a un certo punto della sua vita, di non essere figlia dell’uomo che ha sempre creduto essere il proprio padre. Questa rivelazione segnerà l’inizio di un doloroso percorso per risolvere il mistero che, a sua insaputa, le ha cambiato il destino. Da un piccolo paese umbro, dove la vicenda ha inizio, la protagonista si sposta a Firenze dove inizia, con un certo successo, l’attività di parrucchiera. Questo sembra dare una certa stabilità alla sua vita ma il mistero sulle sue origini continuerà a perseguitarla finché, dopo alterne vicende, riuscirà a venirne a capo. Niente può essere più come prima e Lilian è posta di fronte alla scelta più difficile della sua vita, attraverso la quale, però, emergerà finalmente una nuova donna, consapevole di sé e padrona del suo destino.
La narrazione che ci viene proposta da Marcella Spinozzi Tarducci è caratterizzata da colori tristi e cupi, decisamente in netta contrapposizione con le sfumature che tinteggiano il periodo natalizio in cui ci troviamo. E' pur vero, però, che la tavolozza di un artista di successo debba disporre di tutte le gradazioni necessarie per il suo lavoro. Supponete, adesso, che voi siate gli artisti della vostra vita. Pittori indiscussi del vostro destino..
Conosciamo Lilian sin dalla sua tenera età tramite salti temporali e flashbacks. Ci viene subito descritta come una dolce bambina allegra e spensierata, nel pieno della sua fanciullezza. Purtroppo però questo splendido stato d'animo di leggerezza le viene rubato troppo presto, quando una mattina Tonio, il padre, si insinua nel suo letto con fare amorevole per renderla donna. Inizia così il suo incubo, proprio tra le mura casalinghe, dove generalmente ci si sente al sicuro e protetti, certi dell'amore benevolo e sconfinato dei genitori. 
La violenza sessuale in ambito domestico vedrà Lilian protagonista più di una volta, e in più di una occasione. In diversi frangenti ho dovuto prendermi un momento di pausa dalla lettura, non perché i dettagli fossero tali da scombussolare - non è necessario smussare il concetto per rimanere inorriditi - piuttosto perché mi sono immedesimata. Mi sono chiesta come mi sarei sentita se mi fosse successa una cosa simile, adesso, all'età di ventun'anni, e poi ho amplificato esponenzialmente la sensazione trasportando la scena all'età di dieci anni. 
Voi come vi sareste sentite? 
Già
La vita di Lilian sarà tragicamente condizionata dal suo passato. Le sue scelte, la necessità di trovare equilibrio, sicurezza e amore, la spingeranno ad accontentarsi, a lasciare che la vita, le circostanze, scelgano per lei. Troverà marito, avrà dei figli, ma qualcosa continuerà a mancare come l'ossigeno. 
La scoperta che Tonio non era davvero suo padre sarà un fulmine a ciel sereno. La forza motrice del cambiamento verso cui si sta appropinquando. Avere certezze, scoprire la verità sarà il suo principale obiettivo giornaliero. Perché sua madre, Agnese, non le aveva mai detto nulla al riguardo? E quell'uomo, John Sallivan, se era davvero suo padre, perché l'aveva abbandonata?
Sono tante le domande a cui è necessario trovare risposta, per il suo bene, per la sua serenità.
 
Lilian assaggerà la bellezza di prendere decisioni e rischiare, assaporerà la squisitezza della libertà, insomma, sebbene talvolta essa sia strettamente legata alla solitudine. 
Da un dramma statico con una Lilian completamente assuefatta e soggiogata dalla vita, giungiamo - mediante un percorso lento, faticoso e sofferente - oltre che sofferto - a una Lilian finalmente libera dalle sue stesse catene, dal torpore della sua vigliaccheria, fino ad approdare a una donna consapevole  e libera psicologicamente. 
Quello della protagonista, collocata in un arco temporale non definito - cosa che rende l'intera narrazione sempre moderna, è un percorso di crescita tangibile, rivoluzionario per il suo essere. Lacrime di gioia le bagneranno le gote quando capirà di aver accettato il suo incubo, e di essere finalmente pronta a lasciarselo davvero alle spalle. 
Ognuno cerca di seppellire nella memoria, o meglio in un groviglio di memorie infantili, quello che ancora fa male, ognuno cerca di barare anche con se stesso, illudendosi che nessuno ne verrà a conoscenza e che anche la propria memoria, se non l'ha già fatto, a poco a poco affogherà quei ricordi dolorosi nella grande fossa della psiche dove sono custoditi i nostri misteri. 
 
Combattuta tra il senso del dovere di essere madre e moglie e il bisogno di ritrovare se stessa e affermare la sua identità e come donna e come Lilian, ella avrà finalmente il coraggio di vivere e lasciar vivere. 
E così, da una visibile amarezza siamo giunti alla vittoria. 
Aveva finalmente capito che ognuno doveva vivere la propria vita e deve essere messo in grado di farlo, aveva anche capito che bisogna guardare in faccia la realtà e chiamare le cose con il loro nome. Ribellarsi quando è necessario, perchè spesso, per paura di far soffrire chi ci sta vicino, condanniamo alla sofferenza noi stessi. 

Un romanzo ben scritto, che mi ha ricordato tantissimo l'autobiografia di Sibilla Aleramo, la prima donna autrice di un romanzo femminista nel nostro paese. 
Un tema sfortunatamente senza epoca, in una società che - spero - col tempo possa insegnare agli uomini a sradicare questo istinto animalesco, diminuendo il numero di questi eventi fino a estinguerli, fornendo loro la capacità di comprendere quanto la nobiltà d'animo sia assai più soddisfacente e appagante. 
Marcella Spinozzi Tarducci

Marcella Spinozzi Tarducci

È nata in Umbria e ha vissuto prevalentemente in Toscana. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Firenze, ha insegnato negli Istituti statali in questa stessa città.
Pittrice autodidatta, ha esposto in importanti gallerie fiorentine e ha collaborato con la casa editrice Valmartina di Firenze come compilatrice e illustratrice di testi scolastici. Ha studiato, inoltre, pianoforte al Conservatorio Cherubini di Firenze, sezione distaccata di Pistoia. Amante della scrittura da sempre, ha ricevuto importanti riconoscimenti per la poesia a Chiavari e a Firenze e, nel 2010, ha vinto il Fiorino d’Oro per la narrativa inedita al Premio Firenze Europa con il racconto Giulia. Nel 2010 ha esordito con il suo primo romanzo autobiografico, Sono ancora io. Il successo arriva col suo secondo libro, edito da Bonfirraro, Racconti da spiaggia, che la farà conoscere al grande pubblico, e col suo secondo romanzo Solitudini Parallele, edito anche da Bonfirraro, che ha ricevuto, nel 2015, il Premio del presidente della giuria al Premio Firenze Europa.
La scelta di Lilian è il suo ultimo romanzo.

lunedì 3 dicembre 2018

Prima Tappa - Recensione - Vuoi Conoscere un casino? [Blogtour + Giveaway]



Buongiorno miei prodi lettori, come state? Spero che non sia il vostro lunedì più tragico e che l'inizio della vostra settimana sia quantomeno sereno.
Proverò a migliorare la vostra giornata con una recensione: i libri sono sempre un balsamo per il cuore e la mente.
Oggi sono entusiasta di partecipare e di fare da apertura, insieme ad altre mie colleghe, a questo carinissimo Blogtour.

Vediamo il libro in questione, poi mettetevi comodi, e buona lettura! Vi aspetto nei commenti!

Titolo: Vuoi conoscere un casino?
Autore: Alex Astrid

Editore: Edizioni il Ciliegio
Collana: Teenager
Pagine: 284
ISBN/EAN: 9788867712878

Il romanzo è in vendita su Amazon e IBS a 2,99 euro in ebook e 14,45 euro in cartaceo.
TRAMA:

Un po’ Il giovane Holden e un po’ I ragazzi del muretto: Vuoi conoscere un casino? è un affresco potente del mondo dei giovani di oggi che vivono alla periferia di una grande città. È la storia di una metamorfosi, di un viaggio. Il viaggio che ogni ragazzo deve affrontare per diventare grande.
Giorgia è una sedicenne della provincia di Milano, scrive a Martina, la cugina morta pochi mesi prima in un incidente d’auto. Martina diventa così “un diario”, un’amica invisibile che accoglie tutte le confessioni e gli sfoghi di Giorgia. La prima lettera è datata 5 febbraio 2014 e narra gli avvenimenti accaduti subito dopo la scomparsa di Martina. Nelle lettere successive Giorgia racconta la sua vita: la famiglia, gli amici, gli amori, ma anche le delusioni e le grandi e piccole gioie. La ragazza racconta soprattutto la storia di un viaggio interiore che la porta fino alla liberazione delle proprie paure e incertezze.
In Vuoi conoscere un casino? c’è tutto il mondo dei giovani di oggi, senza filtri e ipocrisie.

La struttura letteraria di Vuoi Conoscere un casino è proprio quella del romanzo epistolare. Si sa, le lettere hanno la profonda capacità di mettere a nudo l'anima del personaggio principale. E' straordinario come le parole, a seconda di come esse vengano usate e contestualizzato, possano modificare la loro essenza e il loro peso. Leggere Vuoi conoscere un casino, leggere di Giorgia, è stato un punto di inizio per molte riflessioni personali - per me e per la protagonista, soprattutto di carattere esistenziale, ma è del tutto naturale considerando che Giorgia ha sedici anni. 
Nonostante la sua tenera età, Giò - come la chiama chi la ama - deve trovare la forza di accettare, metabolizzare e superare un lutto: sua cugina, la dolce Martina, se n'è andata a causa di un incidente stradale. Anche lei - appena ventenne - era nel fior fiore della sua femminilità, della sua esistenza, alle porte di un mondo nuovo e pieno di opportunità. Opportunità che la vita, alla fine, le ha negato. 
“ Ciao Martina, sono quattro mesi che mi manchi, quattro mesi che non ci sei, quattro mesi senza te. … Scriverti è stupendo, spero che tu possa in qualche modo leggere tutto questo. Cosa c’è lì? Ci sono fogli? Camini e fuoco scoppiettante?”
Il romanzo epistolare non è una novità, è ovvio. Non è questo il merito che si deve dare all'autrice. Esistono numerose opere con questo schema letterario, si vedano opere come Ultime Lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, o Pamela di Samuel Richardson, o anche I dolori del Giovane Werther di Goethe. Tutte opere grandiose che si sono fatte strada nella storia della letteratura per la loro complessità tematica e la loro capacità - degli autori s'intende - di dare corpo a sentimenti e pensieri grazie a un uso attento e filosofico-poetico delle parole.
 
E' altrettanto chiaro che l'autrice non si sia mai posta l'obiettivo di raggiungere personaggi letterari come quelli sopracitati, ma ho apprezzato davvero tanto la scelta del romanzo epistolare, e la scelta di non tradire il genere portando avanti quella che è la vena caratterizzante dello stesso: l'approccio introspettivo. 

In Vuoi conoscere un casino il diario di Giorgia sembra essere esattamente il suo specchio. Scrivere a Martina è sì un modo per tenerla vicina a sé, ma è anche un metodo che le offre la possibilità di conoscersi appieno. Non di guardarsi, bensì di osservarsi, di analizzarsi in pensieri e azioni. 
Attraverso il suo diario Giorgia libera il suo stomaco dalla morsa dell'insicurezza, del dolore, del dispiacere. Un foglio bianco davanti al quale timidezza e inibizione sono più facili da sconfiggere diventa un dolcissimo antidoto ai malesseri quotidiani. 
Ancora, in questo modo Martina e il lettore si sovrappongono nella stessa figura, e così chi legge diventa il migliore confidente di Giorgia. Una splendida sensazione. 
Sapevate che l'autrice ha scritto la prima versione di questo testo a quindici anni? Io non avrei neppure saputo mettere insieme due frasi di senso compiuto a quell'età. Okay, è vero. Ho esagerato. Dietro questa banale iperbole c'era la sincera intenzione di fare dei sentiti complimenti all'autrice e alla persona che era a quindici anni. Molto profonda, tenera, matura. 
E' commovente sin dall'inizio l'amore che evidentemente ha sempre legato le due ragazze, e il vuoto che Giorgia è costretta a vincere e riempire nei giorni successivi. 
L'unica cosa che le resta è affrontare il dolore, non negarlo, non respingerlo, ma accettarlo, farlo proprio e imparare a conviverci. Per Giorgia è arrivato il momento di crescere, e dovrà farlo senza Martina. 
Sarebbe opportuno, per come ormai ci hanno abituato le Case Editrici, pensare a una trama banale, a una ragazza che viene salvata dal baratro da un amore principesco, fiabesco e duraturo. Penso sinceramente di poter esprimere un pensiero di comune accordo dicendo che sarebbe stata una trama scontata, e suppongo che l'autrice sia stata particolarmente lungimirante in questo. 
Giorgia s'innamorerà è vero, ma anche relativamente all'amore assistiamo a una sorta di climax ascendente. Dapprima proverà un amore che alla lontana potremmo definire cieco. Nell'età in cui si trova la nostra piccola Giò è facile innamorarsi dell'amore - vi sfido a dirmi che non siete mai stati innamorati dell'amore - ma la sua maturità vi stupirà. 
Per la sua età Giorgia si dimostra una ragazza di senno, coscienziosa, capace di distinguere un sentimento effimero e fugace da uno sincero, sereno ma comunque profondo. 
Non sarà né facile né immediato giungere a questa consapevolezza che il suo cuore, invece, aveva compreso da tempo. Razionalizzare un sentimento è sempre un processo complesso. Sarà, infatti, un percorso lungo che la vedrà passare a tratti da un ragazzo a un altro in maniera del tutto innocente, ma che le permetterà di capire la differenza. 
Una lettura molto dolce nella fanciullezza che sprigiona, piena di speranza e di tenere consapevolezze che vengono fuori dalle riflessioni di una giovane donna all'inizio della sua esplorazione nella vita. 
Non importa se ciò che stiamo vivendo forse sarà solo un momento di breve durata, perchè finalmente ho capito che ho sedici anni, che questa non è l'età del "per sempre" e della perfezione... 
Questa è l'età dei momenti e dei casini. 
Una lettura assolutamente consigliata, che stringe il cuore e lo riscalda. 
REGOLE PER GIVEAWAY:
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In palio una copia di VCUC con dedica.

domenica 2 dicembre 2018

In libreria #274 - La Trilogia di Hazel Pearce



ONLINE L’AMATISSIMA TRILOGIA DI HAZEL PEARCE



VOL.  I “Felice perché ho te”

VOL. II “Finché ho te sarò felice”

VOL. III “Tu sei la mia felicità”



Il 29 settembre è stato pubblicato dalla casa editrice Pubme – Collana Floreale il primo volume della serie erotic romance di Hazel Pearce: Felice perché ho te. Il primo volume ha riscosso un immediato successo, lasciando le lettrici con il fiato sospeso. La storia d’amore tra la dolce Aurora e il tenebroso imprenditore Alessandro Alinovi ha finalmente avuto la sua conclusione il 26 ottobre 2018 con l’ultimo, attesissimo capitolo: Tu sei la mia felicità.



La serie si trova in tutti i migliori store, sia in e-book che in cartaceo!




Felice perché ho te (Vol. I)



«Perché non puoi darmi quello che chiedo, Aurora?» chiese, cambiando repentinamente modo di parlare, come se avesse due personalità dentro di sé. Forse era davvero bipolare.

«Perché non mi piaci!».

«Menti sapendo di mentire» concluse sogghignando.



Fuggita dal suo piccolo paesino di provincia dopo la fine di una rovinosa storia d’amore, Aurora vive a Parma dove conduce una vita tutto sommato tranquilla: divide il suo appartamento con le coinquiline e fidate amiche Isabel e Camille, la sua quotidianità è fatta di casa, lavoro e qualche uscita con gli amici. L’agenzia per cui lavora però è sull’orlo del fallimento e Aurora ha il compito di creare un progetto da presentare ad un potente imprenditore che lo finanzi, risollevando così la reputazione della piccola agenzia viaggi. Sarà proprio da questo momento che la vita di Aurora prenderà una piega inaspettata, che stravolgerà per sempre la sua vita. L’incontro con Alessandro Alinovi le risveglierà qualcosa dentro, qualcosa che all’inizio sembra essere un odio profondo per quell’esuberante ma arrogante e presuntuoso ragazzo, ma che presto si rivelerà essere ben altro. La passione li travolge e Aurora si ritroverà catapultata in un mondo tutto nuovo, un mondo che cancellerà per sempre le sue certezze, facendole scoprire che non tutto ciò che luccica è oro. Alessandro è un ragazzo difficile ma al tempo stesso è l’unico in grado di dare ad Aurora tutto ciò che nessun altro le aveva mai dato prima e non solo in positivo: il passato dell’imprenditore si farà presto vivo tra loro due e comprometterà la serenità alla quale Aurora era abituata ormai da tempo. Un intreccio di passioni, misteri e segreti scaglierà i due ragazzi in un violento turbine di situazioni pericolose e sfrenate passioni.


Insieme alla protagonista cadrete in un baratro: Alessandro Alinovi, si ama e si odia, è un uomo fatto di ombre, dove qua e là ci sono sprazzi di luce, pochi ma forti, luci che possono accecare.



Finché ho te sarò felice (VOL. II)



“Di una sola cosa ero certa in quel momento e cioè che io, senza Alessandro Alinovi, non potevo esistere.”



Il mondo di Aurora sembra distrutto. Dopo la burrascosa fine della più travolgente storia d’amore che avesse mai potuto vivere, lei si ritrova con un cuore spezzato e un’anima rabbiosa. Il destino, però, sembra volerle giocare ancora un brutto scherzo e sarà una telefonata, l’ennesima, che devasterà completamente le sue abitudini: una persona a lei cara non c’è più e la ragazza è costretta a ritornare in quel passato che l’ha portata a toccare il fondo. Sarà proprio lì che Aurora dovrà misurarsi con la sua vita, ritrovandosi ad affrontare quell’uomo che l’ha distrutta. Alex non l’ha mai dimenticata e nemmeno lei, nonostante credesse il contrario. La chimica e la passione tra i due riesplode violenta, ma c’è qualcosa di troppo oscuro nel trascorso di Alinovi che lascerà dei segni indelebili sulla loro incredibile e, ormai indistruttibile, storia d’amore.



“Era di nuovo riuscito ad avermi, ero di nuovo tra le sue braccia; dovevo arrendermi a quell’uomo: l’imprenditore Alinovi otteneva sempre quello che voleva e io ne ero l’esempio palese. Non avevo più voglia di combattere per stargli lontano, non volevo più resistergli. Il bisogno disperato che avevo di lui ormai si era insinuato in ogni meandro della mia anima. Non c’era posto per nient’altro se non il desiderio e l’ardente necessità di amare Alessandro Alinovi con tutta me stessa.”



Tu sei la mia felicità (VOL. III)




 “Era un’anima nera, me lo aveva detto più volte: io ero la sua luce e non potevo spegnermi.”

Il cerchio sta per chiudersi. Questa volta Aurora e Alessandro metteranno in gioco i loro sentimenti ancor più di prima. Una serie di eventi e situazioni li hanno portati a spingersi ben oltre le loro aspettative, rendendosi conto di aver a che fare con qualcosa di molto pericoloso e fuori controllo. 
Dei nuovi personaggi cambieranno le carte in tavola, dei sorprendenti avvenimenti stravolgeranno ancora una volta le loro vite, ma c’è qualcosa che rimane sempre invariato e forte: il grande amore dei due protagonisti. Un turbinio di emozioni vi farà ancora una volta sospirare, arrabbiare e trattenere il fiato, ma questa storia avrà finalmente un lieto fine? 
Non vi resta che scoprirlo nel capitolo finale per lasciarvi coinvolgere, un’ultima volta, nelle intriganti vicissitudini che hanno portato Alex e Aurora ad essere ancora più uniti e forti insieme… per sempre!


«Avrò bisogno di questo per sempre, amore mio» mormorò fra i gemiti. Afferrò con decisione le natiche, stringendole tra le dita. «Aurora, io avrò per sempre un disperato bisogno della tua luce al mio fianco».

sabato 1 dicembre 2018

Review Tour - Recensione - Il Buongiorno si vede dal Marito



E' con immenso piacere che mi ritrovo a iniziare il tanto atteso mese di Dicembre con una lettura totalmente esilarante! Mettetevi Comodi e buona lettura! 
Il buongiorno si vede dal marito
Sara Pratesi

Editore: Darcy Edizioni
Genere: Commedia romantica/Chick lit
Pagine: 450
Data d’uscita: 22 Novembre
Costo: €2,99 ebook - €16,00  cartaceo - in offerta lancio per il pre-order dal 12 novembre e il 22 novembre a €0,99  - Disponibile su KU

What happens in Vegas, stays in Vegas. Così è solito dire quando si parla della città degli eccessi e del gioco d’azzardo, Las Vegas. Quel che succede a Las Vegas, tuttavia, non potrà restare confinato tra le strade calde del Nevada. In fondo, quando un addio al celibato e un addio al nubilato hanno in comune Las Vegas potrebbe succedere di tutto. Persino per un milanese, dalle idee chiare e un lavoro facoltoso, ma itinerante, come Davide Mancini e una messicana piena di vita e credente come Belen Pilar Torres Jiménez. Quando a Las Vegas le strade dei due mondi vanno in collisione, il destino metterà in scena una scoppiettante filiera di guai e imprevisti che renderà possibile tutto… persino svegliarsi con il marito sbagliato.
Una storia dai contorni ironici e catastrofici.


 

Il Buongiorno si vede dal marito non è semplicemente esilarante. E' una storia dai caratteri comici e al contempo decisamente catastrofici, ma anche tanto, tanto romantica. 
Sono estremamente soddisfatta della lettura e di aver avuto modo di conoscere Sara Pratesi tramite la sua penna spontanea e divertente! 
Belen Pilar Torres Jiménez è una giovane donna esuberante, piena di energia e vitalità. Con una rincarata e quotidiana dose di allegria vive le sue giornate nei panni di designer e di promessa sposa a Carlos, fidanzato storico del liceo con cui ha deciso di compiere il grande passo: il matrimonio. 
La narrazione inizia proprio con un flashback tramite il quale riviviamo la proposta di Carlos. Una proposta, ad essere onesti, del tutto priva di impegno, di sentimento e trasporto. Povera Belen! Avranno ragione le sue amiche a ripeterle da anni che Carlos non è l'uomo per lei? Che non la merita, e che - cosa più importante - con ogni probabilità non riuscirà a renderla felice ma solo a tarpare le ali del suo adorabile caratterino vispo e frizzante? 
Lei non sente ragioni. Carlos è il suo primo amore, l'uomo con cui ormai ha condivisione una parte importante e consistente della sua vita, con il quale si sta impegnando a seguire tutti i dettami della religione cattolica. Belen, infatti,  è una splendida ragazza messicana cresciuta in una famiglia numerosa, religiosa e rigorosamente praticante. Ragion per cui non ha ancor avuto alcun tipo di rapporto sessuale con Carlos. 
A poche settimane dal matrimonio le sue amiche - una più folle dell'altra - organizzano un grandioso addio al nubilato in una delle città più peccaminose - a detta della madre di Belen - degli States: Las Vegas
What happens in Vegas, stays in Vega,no?  
Il problema è che il mattino dopo una notte da leoni in piena regola nella città che fa sparire ogni timidezza e inibizione, Belen si sveglia accanto a suo marito... IL MARITO SBAGLIATO! 
Davide Mancini, laureato alla Bocconi con ottimi voti in Economia e Finanza, un master alla Priceton University, capace negli affari e di bell'aspetto, si ritrova a viaggiare spesso tra Milano e New York e Los Angeles per lavoro. Questo non sembra essere affatto un problema per Camilla, la sua fidanzata ormai da 4 anni, alla quale ha fatto la proposta di matrimonio. 
A distanza di poco più di 3 mesi dal matrimonio i suo amici Tancredi e Adam organizzano un lussuoso addio al celibato proprio a Las Vegas! Non è difficile comprendere come i due si siano conosciuti, e come il loro incontro abbia stravolto le vite di entrambi. 
Il post sbornia è assolutamente epico. I due personaggi boccheggiano nei confusi ricordi della notte precedente. Si sono sposati davvero? I documenti lo confermano. Hanno consumato? Ci sono dei profilattici in giro per la stanza. Panico. 
Nessuno dei due aveva mai tradito il proprio partner. Belen è sempre stata fedele a Carlos, osannando un amore stabile e duraturo. Davide, altrettanto, si era impegnato molto nella sua relazione, nel voler fare felice Camilla, e mai - mai - gli era balenata in mente la possibilità di tradirla. 
E' sempre stato un uomo tutto d'un pezzo, un uomo di parola, estremamente deciso a mantenere un comportamento coerente e corretto in ogni situazione. E adesso? Annullare il matrimonio, e quindi divorziare, sembra l'unica soluzione possibile. Ma come farà Belen a dire alla sua famiglia che non potrà più sposarsi in chiesa perchè sarà una donna divorziata? E Carlos? Come dovrà spiegargli di averlo tradito - non ricordando neppure la sua prima volta per lo stato in cui l'aveva ridotta l'alcool quella notte - e di aver sposato un altro uomo? 
E se fosse un segno del destino? - Voi credete nel destino? - Tante, troppe domande, e nessuna risposta, ma quel che è certo è che è necessario limitare i danni. 
Rompere il fidanzamento con Carlos sembra il primo passo, i segni parlano chiaro. E poi? E poi...è necessario portare avanti il matrimonio, almeno per i 3 mesi in cui Davide deve lavorare qui in America, così da far finta di averci provato e scoprire che invece non c'è compatibilità. 
Ma chi vogliamo prendere in giro. Davide e Belen passeranno più tempo del previsto insieme, andranno a convivere per reggere la recita con parenti, amici e con il governo americano che indaga per essere sicuri che dietro questo folle e inaspettato matrimonio ci siano secondi fini - come l'ottenere la cittadinanza americana - e verrà fuori la loro straordinaria compatibilità. La situazione li spingerà a conoscersi, ad apprezzarsi e a comprendersi. 
Nascerà un nuovo amore così inaspettato ma bello da far battere il cuore anche al lettore, ambientato un po' a Los Angeles e un po' a Oaxaca. Nascerà un rapporto alla pari in cui entrambi si tengono testa, in cui non esistono doveri ma solo tanta spontaneità. 
Non potete assolutamente perdervelo!

Sara Pratesi ha uno stile fantastico! Lineare, scorrevole, e coinvolgente. Ed è stata capace di realizzare una storia romantica senza essere mai stucchevole. Il buongiorno si vede dal marito è un'esplosione di emozioni che vi rallegrerà la settimana, insieme ai personaggi sia principali che secondari, i quali sembrano aggiungere colori pastello alla tavolozza! 
Davvero, davvero un bel libro! Aspetto con ansia i prossimi capitoli! 
Biografia Sara Pratesi:
Sara Pratesi, nata il 19 Novembre del 1984 a Pistoia, vive ancora lì sebbene si definisca più cittadina di Firenze, la città che è nel suo cuore. Nella sua seconda vita – quella non dedicata ai libri – lavora come grafica pubblicitaria realizzando, tra le altre cose, anche cover per altre autrici sotto il nome di Fox Creation. Ama la natura, gli animali e tutto ciò che è creativo, con lei vivono i due cani, Argo e Sheera, e cinque gatti. Nel 2014 fa il suo esordio nel mondo del self-publishing pubblicando il primo libro della serie Apple Pie, intitolato Come mi vuoi. Sempre nel 2014 il racconto breve tutto toscano E adesso (s)vestimi. Il 2015 pubblica un romance, ibrido tra un erotico e una commedia Alla scoperta di te. Pubblica poi altri con la collaborazione anche di Fabiana Andreozzi con la quadrilogia Love Match: Come ti spaccio il fidanzato, Matrimonio al buio, A.A.A. cercasi marito a Las Vegas, Due perfetti sconosciuti e lo spin off Sotto sotto ti amo.
Scrive anche un’altra serie, la Liars composta da tre volumi: Un’innocente bugia, Un’innocente vacanza e Un innocente gioco.
Sempre nel 2015 ha pubblicato con Piemme un racconto uscito con la rivista Tu Style intitolato Scommettiamo che ti amo? E poi, sempre con Piemme, nel 2016 il romanzo breve Mille volte sì collana Forever.
L’ultimo, uscito nel 2017 è un romanzo breve intitolato Ti amo ma non dirlo a nessuno. Nel 2018 è uscito l’ultimo libro, un musical romance, Sulle tue note.
Potete trovarla su Facebook:
https://www.facebook.com/pages/Sara-Pratesi/213465368933234?fref=ts
 
 
LINK D’ACQUISTO: http://amzn.eu/d/fku4FHq
 
 
BOOKTRAILER: https://youtu.be/M1st-UAImY0
 
 
THEME BY RUMAH ES