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venerdì, agosto 25, 2017

Recensione - Se una notte d'Inverno un viaggiatore

Titolo: Se una notte d'inverno un viaggiatore
Autore: Italo Calvino
Pagine: 259
Prezzo: EUR 14,00 (EUR 7,99 su Amazon)
Editore: Mondadori
Pubblicazione: Luglio 2012

Il mio voto:
🌟🌟🌟🌟 e mezzo


Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo "È un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro".






[...] Comunque , chi troverà questo mio diario avrà un sicuro vantaggio su di me: d'un'altra lingua scritta è sempre possibile desumere un vocabolario e una grammatica, isolare le frasi, trascriverle o parafrasarle in un'altra lingua, mentre io sto cercando di leggere nella successione delle cose che mi si presentano ogni giorno le intenzioni del mondo nei miei riguardi, e vado a tentoni, sapendo che non può esistere alcun vocabolario che traduca in parole il peso di oscure allusioni che incombono nelle cose.  Vorrei che questo aleggiare di presentimenti e di dubbi arrivasse a chi mi leggerà non come un ostacolo accidentale alla comprensione di ciò che scrivo ma come la sua sostanza stessa; [...]

Se una notte d'inverno un viaggiatore è un romanzo di Calvino pubblicato per la pima volta nel 1979. E' un libro molto particolare, oltre che difficile da recensire, pertanto spero di non banalizzare una così grande opera. Avete presente quando tenete in mano qualcosa di fragile, ma di potente, qualcosa che al suo interno ha una forza sovrumana ma che potrebbe rompersi da un momento all'altro? Ecco, mi sento esattamente così, in questo momento.
Se una notte d'inverno un viaggiatore è un metaromanzo, cioè un romanzo che ha come tema se stesso, in quanto va a esprimere la propria essenza durante l'iter della lettura.

La parola "evadere" è una di quelle che non posso sentire senza lasciarmi andare a un lavorio di mente senza fine. La ricerca dell'ancora in cui sono impegnato pare indicarmi la via d'un'evasione, forse d'una metamorfosi, d'una resurrezione. Con un brivido allontano il pensiero che la prigione sia il mio corpo mortale  e l'evasione che m'attende sia il distacco dell'anima, l'inizio d'una vita ultraterrena.

L'opera è divisa in 12 capitoli che fungono da "cornice", quella in cui il Lettore e Ludmilla, (la lettrice), comprano il nuovo romanzo di Calvino, proprio quello di cui vi sto parlando. Ma se c'è una cornice, ci sarà pure un quadro, no?
In effetti, questo quadro è costruito da dieci micronarrazioni, che rappresentano ciascuno l'inizio di un romanzo che dopo qualche pagina si interrompe, a causa di una cattiva impaginazione. Inutile dire che il testo diventa quasi illeggibile, per i personaggi, quanto per me, visto che ogni tanto lo avrei voluto lanciare: le micronarrazioni si interrompono sempre sul più bello. Il lettore e Ludmilla faranno praticamente a gara per trovare, ogni volta, il romanzo originale da cui è stato tratto l'incipit riportato nel libro difettoso, ma la storia si ripete. La ricerca, infatti, non avrà mai un esito definitivo, però porterà al lieto fine tra il Lettore e Ludmilla.

[...] leggere vuol dire spogliarsi d'ogni intenzione e d'ogni partito preso, per essere pronta a cogliere una voce che si fa sentire quando meno ci s'aspetta, una voce che viene non si sa da dove, da qualche parte al di là del libro, al di là dell'autore, al di là delle convenzioni della scrittura: dal non detto, da quello che il mondo non ha ancora detto di sé e non ha ancora le parole per dire.


L'autore apre la narrazione rivolgendosi direttamente al lettore in modo così diretto da rendere il lettore il protagonista stesso del libro, il quale risulta essere un raffinato gioco di incastri, che da un lato evidenzia le capacità letterarie dello scrittore, e dall'altro conduce a una riflessione sulla letteratura, sulle sue funzioni e finalità. Risentendo, inoltre, del suo interesse per la Semiotica, Se una notte d'inverno un viaggiatore cerca di denunciare l'impossibilità dell'uomo di raggiungere completamente la verità, la realtà. Ecco che il romanzo prende una piega drammatica, lasciando aperto l'interrogativa "La letteratura  è finzione o realtà?".

Un'opera sicuramente geniale, che consiglio vivamente. Un libro sulla lettura, sul puro e sincero piacere di leggere, con un finale quasi commovente, che cattura il lettore, lo rende non solo partecipe ma anche protagonista e lascia l'amore in bocca per la verità celata dietro ogni singolo racconto.

Finchè so che al mondo c'è qualcuno che fa dei giochi di prestigio solo per amore del gioco, finchè so che c'è una donna che ama la lettura per la lettura, posso convincermi che il mondo continua...E ogni sera anch'io m'abbandono alla lettura, come quella lontana lettrice sconosciuta.

🌟🌟🌟🌟
e mezzo

4 commenti:

  1. Concordo pienamente con le tue parole e con il giudizio finale! Un'ottima lettura, la mia preferita di Calvino :)

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  2. ciao, il romanzo che tu hai recensito è uno dei miei preferiti di Italo Calvino perché è assolutamente geniale e mi fa davvero piacere che ti abbia conquistata :)

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    Risposte
    1. Si, è un libro molto bello, e per questo difficile da recensire!! <3

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