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mercoledì, gennaio 10, 2018

Recensione - Vita di Paese

Vita di Paese
di Maria Caterina Basile
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Pagine: 72
Prezzo: EUR 10,00
Edizione: Nulla Die

È possibile fare ritorno in una terra-miraggio, rimasta nell'attesa di un futuro che pare non compiersi mai e trovare finalmente se stessi? Damiano Pellegrino, trentacinquenne simbolo di una generazione in viaggio, ci prova, affrontando e vincendo una difficile sfida.











Vita di paese è un romanzo che non conoscevo prima della proposta della scrittrice, ed è un lavoro particolarmente introspettivo. La narrazione, che è molto breve, è caratterizzata da una certa liricità che rende il racconto melodioso e poetico. Come una favola che si ascolta seduti davanti al fuoco. Ha qualcosa di mistico, che deriva dal profondo dell'anima. C'è una palese nota malinconica e crepuscolare che prevale in ogni pagina, accompagnata da uno stile che si avvicina al flusso di coscienza, con lo scorrere dei pensieri e delle descrizioni tale da far apparire il protagonista molto veritiero, e ben costruito, ma dai tratti non del tutto nitidi. Pertanto è facile immedesimarsi in lui. 


Damiano Pellegrino, il protagonista, si rivela al lettore con l'intenzione di tornare nella sua terra natìa, il Salento. La sua figura, come vi dicevo, è quasi sfocata, confusa. I suoi pensieri, nostalgici e pieni di rammarico, ci rivelano una personalità tormentata dall'insicurezza e dai sensi di colpa. E' intrappolato in una sorta di limbo, dal quale uscire gli pare impossibile, e forse è proprio per questo che decide di tornare a casa. Egli spera di poter riprendere da dove aveva lasciato, cancellando tutto quello di cui si pente. 

Il tema del viaggio è sicuramente quello predominante. Concreto e Metaforico. Vi è il viaggio di ritorno, ma è c'è anche un viaggio dell'anima, un percorso di crescita e di ritrovamento che l'autrice descrive tra le righe in maniera sapiente e accurata. 

Qui al Sud si torna a morire o si torna a rinascere. Tu perché sei tornato?

La terra madre è la seconda protagonista della vicenda, che si proietta sullo sfondo di questa  instabilità che ci trasmette Damiano.  Egli ritorna in una sorta di territorio neutro, dove ritrova la madre che sembra non dare peso ai torti che le sono stati fatti, così come i suoi fratelli. Il resto della popolazione cittadina dapprima non si accorge nemmeno del suo rientro in casa, pertanto questa atmosfera piatta sembra il giusto punto di partenza. 

Piano piano però, la gente sembra riconoscerlo. Il primo a ricordarsi di lui è un suo vecchio professore delle medie, relativamente in collera con lui per come abbia sprecato il suo meraviglioso talento: l'arte della scrittura. 

Sai quanti alunni ho avuto che non solo erano bravi a scuola, ma anche, per esempio, a giocare a calcio, a suonare uno strumento? E sai quanti hanno coltivato il loro talento? Pochissimi! Si sono lasciati prendere dalla strada, dagli amici...


E dunque riscopriamo un altro papabile personaggio: la scrittura, che fa da trampolino per Damiano, in questo tortuoso cammino tanto complesso quanto importante. 
Ed è così che Vita di Paese racconta della crescita spirituale di un giovane uomo. 

Lo stile dell’autrice è senza dubbio notevole, sincero ed elegante. E' stata molto abile nel descrivere le emozioni, i paesaggi, e tutte le varie scene.  

Vita di paese è la tempesta prima della quiete. E' la raccolta di tanti ostacoli emotivi che porteranno a una soddisfacente liberazione, in mezzo a odori e suoni del paese in cui è nato, e che sempre chiamerà casa, e alla quale sempre apparterrà.




Obiettivo della 52 Book Challenge: Un libro che puoi leggere in un giorno

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