giovedì 15 febbraio 2018

Recensione - Quello che i ragazzi non dicono

Quello che i ragazzi non dicono.

Comprendere e interpretare i silenzi degli adolescenti

di Nan Coosemans

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Pagine: 216
Prezzo: EUR 16,90
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Pubblicazione: Gennaio 2018

Con l'arrivo dell'adolescenza, la confidenza e la spontanea intimità che caratterizzano il rapporto tra genitori e bambini sembrano interrompersi improvvisamente. I ragazzi diventano taciturni, insofferenti alle regole, ribelli, e i genitori si scoprono ansiosi, incerti nel comprendere i sentimenti e gli atteggiamenti dei figli. Mentre i ragazzi cominciano a prendere le distanze dalla famiglia, i genitori reagiscono spesso con divieti e controlli più severi, dettati da timori e preoccupazioni, oppure col tentativo di guidare le scelte dei figli, di decidere al loro posto. E così nascono incomprensioni e conflitti. E la convinzione che l'adolescenza sia necessariamente un periodo critico, una tempesta alla quale si spera di sopravvivere senza troppi danni. Nan Coosemans, che da anni lavora con gli adolescenti per aiutarli a realizzare i propri talenti e a conquistare fiducia in se stessi, svela in questo libro il segreto per mantenere saldo il rapporto con i figli che crescono: imparare ad ascoltarli. Attraverso pagine di diario e racconti raccolti durante gli incontri con i ragazzi, la family coach ci introduce nel mondo degli adolescenti. Per conoscerne le paure, i bisogni e i desideri. Per capire come vivono i fallimenti scolastici, le separazioni dei genitori, la violenza dei bulli, i disagi rispetto al proprio corpo. E ci aiuta a scoprire le parole e i gesti che permettono ai genitori di essere il sostegno di cui i figli hanno bisogno per trovare la loro strada e camminare sicuri.


Buongiorno cari lettori, 
oggi vorrei parlarvi di questo particolare libro. Un libro che non è un romanzo, non è una storia avvincente, ma piuttosto una guida. 
"Quello che i ragazzi non dicono" è un libro incentrato sui giovani, sugli adolescenti, sui piccoli di casa insomma, che spesso affrontano dure realtà nonostante la tenera età. 
E' un libro carico di pedagogia, ma anche di dritte sull'educazione alla comunicazione interpersonale, alla costruzione di rapporti genitori-figli. 
E' un libro che dà voce ai ragazzi, che legge quasi nel pensiero, che cerca di dare consigli per comprendere i propri figli prima di tutto osservandoli, avendo fiducia in loro stessi e nei valori trasmessi. 
So perfettamente che voi, almeno la maggior parte, non siete genitori e forse non aspirate a diventarlo almeno per i prossimi 5/10 anni, neppure io sono un genitore, ma credo che questo sia uno di quei libri che vanno bene per adulti e ragazzi. Mette a nudo i nostri sentimenti in circostanze particolari, quei sentimenti che non siamo solito mostrare a nessuno, che spesso nascono proprio nella vita in casa, in famiglia, con le persone dalle quali ti aspetti solo e soltanto amore, appoggio, fiducia.
Ma se pensate di non essere voi i fortunati, sappiate che non tutte le famiglie sono perfette, non tutti i nuclei familiari sono particolarmente uniti, anzi... tutte le famiglie sono uguali, e soprattutto nel male. Possono cambiare i genitori, i caratteri, ma sembra che i rapporti interpersonali, in fondo, siano molto simili tra loro, semplicemente alcune famiglie sanno nascondere meglio quella che poi è la vita tra quattro mura. Alcune famiglie riescono ad andare oltre, ma fino a un certo punto.

Talvolta, noi adolescenti, tendiamo a catastrofizzare il tutto. Forse esageriamo il più delle volte, ma non credo che sia questo il problema. Non credo che sia una colpa.
Prima di essere genitori si è ragazzi, e questo libro invita i genitori a ricordare la loro adolescenza, a riportare alla memoria come si sono sentiti loro quando i propri genitori si erano rivolti in modo sgarbato, mettendo da parte, almeno per una volta, il famoso e ricorrente verso formulare "ai miei tempi era diverso". 

Cari genitori, se vi trovate a passare di qui, in questa umile pagina di un'adolescente, vi prego.. ritornate sui vostri passi. Cercate di capire i vostri figli invece di spiarli e giudicarli come se fossero sospettati di omicidi. Non preoccupatevi degli errori che faranno, perché non potrete proteggerli da tutto, e la vita è troppo breve per preoccuparsi di sbagliare (a meno che non siano cose particolarmente gravi).

"Quello che i ragazzi non dicono" è quasi una ramanzina ai genitori, e al loro senso perennemente critico nei confronti dei figli. 
E' vero, qualche volta siamo impossibili, presi dalle nostre vite adolescenziali, le cui preoccupazioni sicuramente sono ridicole rispetto a trovare un lavoro per portare uno stipendio a casa, o pagare dei debiti, o chissà cosa. Ma la vita è fatta di tappe, e ogni età presenta i suoi problemi. Ogni tappa è come un gradino di una lunga scalinata, e voi non potete pretendere che si raggiunga la vetta senza fare uno scalino per volta.

La particolarità e l'importanza di questo libro consiste nel trattare temi fondamentali oggi nella vita dei ragazzi: il bullismo, il cyber-bullismo, il divorzio dei genitori, i problemi economici, la timidezza che ormai sembra essere un enorme difetto, la sensibilità, l'anoressia, l'insicurezza e molti altri.
Attraverso queste pagine che pesano come macigni per ciò che riportano, la scrittrice dà un megafono ai ragazzi, si serve di lettere scritte da adolescenti che parlano dei loro problemi, si confidano e si sfogano, e in risposta ottengono dei consigli, ma il tutto è mirato a spiegare ai genitori come comportarsi. I tempi sono cambiati, e non è detto che i vecchi metodi, quelli rigidi e tremendamente severi, siano i migliori oggi.
Come vi dicevo, non sono un genitore, ma sicuramente adesso so che tipo di genitore non voglio essere.
E' un libro che conserverò con cura, perchè genitori non si nasce, si diventa, e forse fa davvero paura, (d'altronde è incredibile come in pochi minuti una ragazza diventi una donna-madre), ma questa è la bellezza della vita, e dobbiamo creare ottime persone, essendo noi stessi persone migliori. Non possiamo sfogare sui figli la rabbia, la frustazione, non è giusto, non è corretto, non è leale, non è producente, non è onesto se vi siete ripromessi di fare del vostro meglio per educare le vostre creature, di cui dovreste avere cura, come gioielli. 
Prima dell'educazione dei figli viene la capacità di comunicazione e l'educazione dei genitori. Nan Coosemans si pone l'obiettivo di essere d'aiuto nel migliorare i rapporti familiari, nell'abbattere i muri che i figli costruiscono davanti ai genitori, spiegando che la maggior parte delle volte la colpa non è dei figli. 

Una pubblicazione interessante, utile, di un certo spessore a livello emotivo e sociale. Un ottimo consigliere se non sai come comportarti con i tuoi figli, un ottimo amico se non sai cosa pensare dei tuoi genitori.


Consigliato

Obiettivo della 52 Book Challenge: "Un libro pubblicato da non oltre un mese". 
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1 commento:

  1. Ciao, bella recensione, molto dettagliata, complimenti. Ti aspetto da me Se fosse per sempre io ti seguo gia.
    Un bacio, Ale

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