sabato 24 marzo 2018

Recensione - I figli delle Ninfe

I figli delle Ninfe
di Mauro Barbarito
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Pagine: 132
Prezzo: EUR 3,49/14.00 (Scontato su Amazon)
Editore: LEAPublisher
Genere: Fantasy

Sono passati cinquant'anni dalla guerra scatenata dalle ninfe. Eretria è stata sconfitta e le razze convivono in armonia. Ma l'ombra di un nuovo conflitto si staglia all'orizzonte. Alleati si tramuteranno in nemici e vecchi eroi dovranno brandire nuovamente le armi, quando la Fratellanza minaccerà la pace tra i regni, evocando le forze oscure e attentando alla stabilità dei regni. E soltanto la magia delle ninfe potrà contrastare la furia della loro progenie. 

Buonsalve cari lettori! Come state? Perdonate l'assenza, ma nonostante siano finiti gli esami è stato un periodo stressante, e devo ammettere che lo è tutt'ora. Speravo che tutto si sarebbe calmato con la fine della sessione e invece pare che non sia cambiato niente. E tra poco ci sarà la sessione straordinaria. #MiSentoMale. 
Ma ciancio alle bande! Chi mi segue da tempi immemori sa che uno tra i miei generi preferiti è il fantasy, e con esso la mitica Licia Troisi. Accettare la proposta dell'autore di leggere il suo  libro (che prevede un seguito) non è stato difficile, anche se sono sempre molto titubante con le letture di questo genere: noi italiani saremo bravi in tante cose, ma questa un pò la escluderei, almeno nella maggior parte dei casi. Credo che ciò dipenda dal fatto che la nostra cultura, le nostre tradizioni, siano ben lontane dall'origine celtica e mistica che hanno caratterizzato altri paesi.  Tuttavia dare una possibilità non mi costava nulla, quindi oggi vi parlo di I figli delle Ninfe. 
Partendo dall'esterno verso l'interno, devo dire che la copertina non mi fa impazzire. Avrei preferito qualcosa di più classicheggiante e semplice, e che rispecchiasse veramente il contenuto. Dalla copertina personalmente non avevo capito molto della storia, e anche se è bene "non giudicare un libro della copertina" bisogna ricordare che pure l'occhio vuole la sua parte. La storia ha del potenziale, e questi colori, questa figura femminile così posta, non lo sottolinea. Avrei inoltre cambiato qualcosa nell'impaginazione: il font mi è sembrato esageratamente grande (seppure di comodità indiscussa), e non mi è piaciuto il fatto che il discorso diretto e le varie battute dei personaggi fossero introdotte da un trattino. Sporadicamente non dava fastidio, ma nei momenti di importanti discussioni in cui c'era un ritmato botta-e-risposta sembrava un elenco puntato, e a mio modestissimo parere, non risultava bello da vedere.
 
Il libro fa da vera introduzione a quella che almeno per adesso è una duologia, infatti si entra nel clou della storia proprio nella seconda parte del libro. I figli delle Ninfe è un fantasy di ambientazione medievale, e ho apprezzato molto questa scelta temporale, perchè il Medioevo risulta sempre il periodo migliore per ambientare i fantasy. Si avvertono, infatti, i tipici echi delle corti, il linguaggio sempre molto solenne, e l'atmosfera di castelli e di foreste fitte e ancora selvagge. Dal punto di vista formale, il libro mi è sembrato ben scritto, a parte qualche ripetizione, e la descrizione dei luoghi mi è sembrata abbastanza curata per il ruolo che essi hanno nella storia. L'autore, per fortuna, non si è perso in descrizioni prolisse, e ha dedicato la giusta attenzione ad ogni aspetto del libro, eccetto forse i personaggi. Non so se ciò dipenda dal fatto che l'intero libro, come vi dicevo, fa da intro alla storia, ma mi è mancata un pò la componente umana e psicologica dei personaggi. Sono stati ripresi in dialoghi e azioni, ma non mi sono arrivati caratterialmente parlando. Con questo non voglio dire che mi sarei aspettata un monologo su ogni personaggio, perchè ci saremmo trovati in una situazione diametralmente opposta e per questo comunque esagerata, ma avrei speso qualche parola in più per ammaliare il lettore e trasportarlo in un universo parallelo.  
La vicenda sicuramente ha degli elementi originali, e questo è quello che vale più di tutto in un fantasy. Tutto si può migliorare, ma se manca la materia prima abbiamo un problema. Per questo credo che la storia abbia del potenziale e il libro potrebbe essere davvero un buon fantasy, ma penso anche che ci sia ancora qualcosa da ritoccare e ridefinire. A volte nei libri ci sono degli elementi che non sono di particolare importanza, ma che fanno brodo, e che aiutano, quindi, ad amalgamare in maniera omogenea quelli che sono i punti fondamentali della storia. Qui mi è mancato proprio un collante che rendesse le cose più "dense". 
Nonostante queste imperfezioni, l'autore riesce facilmente a catturare l'attenzione del lettore, cosa che va a dimostrare quanto sia valida la trama. 
Il mio giudizio è: 
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