venerdì 20 aprile 2018

Recensione - Ucciderò Jacqueline Mercier

Ucciderò Jacqueline Mercier
di Carolina Giorgi
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Pagine: 119
Prezzo: EUR 10.00
Genere: Romanzo Rosa
Editore: Gilgamesh Edizioni
Pubblicazione: 2 Nov 2016


Le scuderie di una ricca famiglia francese fanno da sfondo all’attrazione travolgente che nasce tra il quarantenne Antoine e la bella studentessa universitaria Jaqueline. Un incanto amoroso che sembra capace di superare qualsiasi avversità, trovandosi però a dover fare i conti con un passato già intriso di legami, scelte convenzionali, timori e un antico giuramento, che costringerà i protagonisti a dibattersi in un’attesa estenuante, spesso sopraffatti dall’incapacità di prendere in mano la propria vita. In un romanzo “rosa” che si tinge di “giallo”, ambientato in una cittadina dei giorni nostri alle soglie del tracollo economico, Carolina Giorgi crea un’altalena di colpe e di desiderio, senza risparmiare ai suoi personaggi il dolore. E così, obbedendo al ritmo di una scrittura appassionata e di una storia dai contenuti estremamente attuali, Ucciderò Jacqueline Mercier si fa testimonianza di quanta atroce sofferenza possa scaturire dalla paura di amare.

Carolina Giorgi è nata a Mantova. Dopo gli studi classici, si è laureata al Dams con una testi sperimentale in Semiotica dello spettacolo (La comprensione dello spettatore).
Giornalista pubblicista, ha collaborato con il settimanale La Cronaca di Mantova e con il mensile nazionale A tavola. Una raccolta di sue poesie è stata pubblicata nel volume Hemeros (Verona, 2004), è quindi entrata a far parte del consiglio editoriale della collana Opera Prima. Suoi testi poetici sono apparsi sulle riviste Poesia, Hebenon e sul webzine Transfinito, e citati su Il segnale.
Ha pubblicato il romanzo Le spine di Venere (Firenze, 2005), medaglia d’argento al Premio Letterario Internazionale “Maestrale - San Marco” (Sestri Levante). Nel 2007 ha fatto parte della giuria del concorso di scrittura erotica indetto da Loveline, talk show di Mtv Italia. È arrivata finalista al XXIV Premio Lorenzo Montano, sezione Raccolta inedita, con la raccolta Leggendo Emily DickinsonI, pubblicata  nel 2013 con il titolo Tre volte Emily. Interpretazioni poetiche e visive dalla lettura di Emily Dickinson.

Con Gilgamesh Edizioni ha pubblicato il giallo La rosa di Ledmore-Vale – Rovi di sangue per l’ispettore Trollope (2014).

Cari lettori, ho il piacere di presentarvi un libro molto particolare con il quale sancisco definitivamente la collaborazione con la CE Gilgamesh, che ringrazio infinitamente per la copia. E' sempre bello conoscere nuove persone e nuovi libri. 
Iniziamo con un titolo forte, e forse un pò strambo: "Ucciderò Jacqueline Mercier". Al di là dei possibili, o meno, riferimenti al testo, il titolo sottolinea un estremismo. Per uccidere, credo - non ho avuto esperienze di questo tipo - si debba arrivare ad estremizzare un pensiero, un sentimento, privandolo quasi della ragione. Ed è quello che fa Antoine
Antoine è un uomo affascinante, sulla quarantina, fidanzato ormai da diversi anni con Suzanne, una donna che vediamo solo in lontananza, durante la lettura, quasi come se fosse sfocata. La vedi e non la vedi. Questa scelta dell'autrice ci permette subito di comprendere le sue priorità. O meglio, le priorità della vicenda. La storia, infatti, viene narrata e vissuta dal nostro Antoine Chevalier, personaggio che funge da filtro agli occhi del lettore.  A causa del suo lavoro, Antoine si reca presso il maneggio della famiglia Mercier dove incontra Jacqueline, una bellissima studentessa universitaria che ha la metà dei suoi anni e dalla quale Antoine si sente immediatamente attratto. E' proprio in questo scenario "campestre", lontano dal centro della città, che nasce la passione tra Antoine e Jacqueline. Lo spostamento dell'ambientazione che vede a tratti la città, che fa da sfondo alla realtà quotidiana di Antoine e Suzanne, e a tratti il maneggio con i suoi spazi verdeggianti, il quale invece è il nido d'amore di Antoine e Jacqueline, è molto simbolica. Ho interpretato ciò come la rappresentazione di un'ulteriore scissione della psiche e della volontà di Antoine. Egli infatti, è un personaggio fuori dal comune, continuamente tormentato e in difficoltà per la decisione che deve prendere. Una decisione senz'altro difficile, visto che da un lato ha la possibilità di amare come crede di non aver mai fatto, e ricominciare da capo, e dall'altro la quotidianità con Suzanne e la dolce Adèle. Prendere una decisione o l'altra risulta una vera e propria tortura. Resistere a Jacqueline è praticamente impossibile. Lei...con la sua voce sensuale, il suo smalto rosso e le labbra invitanti sembra essere qualcosa di succulento agli occhi di Antoine. Ma ogni volta che pensa di poter tradire Suzanne, gli vengono in mente le parole che gli disse suo padre prima di morire: un uomo d'onore non può lasciare la propria donna senza un grave motivo, e tradirla, anzi, non poteva che essere il comportamento più vile  e ingiusto. Pertanto, Antoine tenta più volte di separarsi da Jacqueline, per dare ascolto al senso di dovere che lo pervade quando pensa a Suzanne, ma gli basta rivederla anche di sfuggita per mandare all'aria tutte le sue buone intenzioni. 
Il loro rapporto, la loro attrazione, è sicuramente qualcosa di così ingarbugliato da non essere neppure sicuri che ci sia un'uscita, tuttavia, le cose si "semplificano" quando Suzanne rimane incinta per la seconda volta. A questo punto il senso del dovere diventa decisamente più forte dell'attrazione per Jacqueline e i due si allontanano definitivamente. Inizia così un periodo di fatal quiete di cui non sappiamo molto, se non che la vita di Antoine e Suzanne procede senza troppi fuochi d'artificio. Il sentimento per Jacqueline però non sembra essere scalfito neppure dal tempo e dalla lontananza, e rivederla, anche a distanza di anni, scatena quelle stesse emozioni di una volta, con un'intensità anche maggiore, ma i loro destini ormai sono segnati, sono scritti, e non è prevista la loro unione, finchè un messaggio non metterà fine anche all'improbabile. 
Ucciderò Jacqueline Mercier è la storia di un uomo tormentato, che non sa prendere delle scelte in piena autonomia assumendosi le proprie responsabilità. E' la storia di un uomo che non ama rischiare, che ha paura di amare e soddisfare i propri sentimenti in vista della possibile conseguente perdita della sicurezza e della stabilità che ha costruito negli anni, anche se non è motivo di reale felicità. E' il susseguirsi di pensieri, di sentimenti, di ricordi, di sensazioni, di ragionamenti che costruiscono la vicenda come un vero e proprio flusso di pensieri. Ma Ucciderò Jacqueline Mercier è anche la storia di un amore malato che si contrappone a un amore sterile, di una passione che sembra essere sempre sul punto di essere soddisfatta ma alla quale poi non viene data voce. E' una lettura tormentata come il protagonista, infatti esso stesso è la narrazione. 
Uno stile innovativo, interessante, frenetico come le emozioni di Antoine. Una lettura scorrevole e intrigante macchiata di rosso per il tema d'amore e di giallo per il finale confuso  - ma di facile comprensione a un lettore attento - che porta un mistero da risolvere

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