mercoledì 9 maggio 2018

Recensione [in Anteprima] - Il peso delle parole

Il peso delle parole 
di Olimpia Petruzzella
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Pagine: 320
Prezzo: EUR 14,90
Pubblicazione: 9 Maggio 2018
Editore: DarkZone Edizioni
Genere: Narrativa

Un ex violinista che detesta la musica classica, una giovane editor divorziata che si sente sempre inadeguata e non sa cosa vuole dalla vita, un attore gay e viziato che cerca di rovinare il matrimonio del suo migliore amico, famoso sceneggiatore, anch'egli gay e in crisi col marito. A legare queste vicende è Diana, giovane sceneggiatrice che, nonostante la sua esuberanza e i modi franchi e gentili, non riesce a lasciarsi andare del tutto nelle relazioni con gli altri. Il bullismo psicologico che ha subito al liceo le ha, infatti, lasciato addosso un senso di disagio da cui non riesce a liberarsi.



Buongiorno carissimi rumors! Come procede la vostra settimana? La mia molto intensamente, almeno fino a oggi, perché avrò un esame nel pomeriggio. Da domani relax per un paio di giorni, e poi si ricomincia con la solita stressante routine! Menomale che ci sono i libri!
A proposito di libri.. Esce oggi per la CE Dark Zone  Il peso delle parole. Volete saperne di più? Mettetevi comodi!

Il peso delle parole è una narrativa scritta da una penna italiana, seppure ambientata un po' in Italia e un po' a Londra, come si evince dalla copertina. E' una narrazione per nulla superficiale che parla di tante difficoltà. La cosa bella dei libri è che se da un lato ce ne sono alcuni che ti fanno sognare, dall'altro ce ne sono altri (scusate il gioco di parole) che ti ricordano l'effimera concretezza dell'uomo. Questo è uno di quei libri. 

Sean è di origine anglosassone, ma da un po' di tempo ormai vive in Italia, dove si guadagna da vivere insegnando inglese in una scuola. Vive in un appartamento modesto, è una persona particolarmente riservata, è un uomo con un passato sofferto, un uomo che si camuffa, che non vuole essere conosciuto e osservato sotto pelle. Dalle prime pagine si evince chiaramente che relazionarsi col prossimo non è il suo forte, non gli piace la gente che si impiccia, e noi italiani siamo dei campioni in questo. Tuttavia ha un posto per un altro coinquilino e così Vanessa, una giovane editor divorziata in cerca della sua nuova indipendenza, finisce per dividere l'appartamento con Sean. Il loro rapporto di convivenza, seppure esclusivamente di necessità, non è dei più naturali e gentili. Iniziamo col dire che il contratto d'affitto e condivisione dell'appartamento che Sean propone a Vanessa è molto strano. Una delle richieste è di non osare mai, categoricamente, per nessunissimo motivo al mondo, entrare nella sua stanza, pena l'annullamento immediato del contratto. Inutile riportarvi i film mentali di Vanessa su che tipo di persona fosse Sean: delinquente? Serial Killer? Eppure sembra un tipo a posto, sotto a quella spessa scorza dura. 

Se si potesse descrivere una persona con una singola parola direi che Vanessa è l'instabilità fatta persona. Non mentalmente bensì nella sua vita. Desidera talmente tanto riscattarsi, trovare un equilibrio e stare bene con se stessa e con il mondo che finisce sempre per rovinare tutto. Una persona molto simile a lei, per certi aspetti, è Logan, un attore gay e viziato che ama stare al centro dell'attenzione.

Attraverso piccoli sbalzi temporali, che rendono la stesura della narrazione un continuo andare a zonzo nel tempo dal 2013 al 2016 circa, vediamo che Diana funge da collegamento tra queste personalità molto forti. Diana è la migliore amica di Vanessa, una giovane sceneggiatrice che riversa nei suoi scritti tutta la sua sensibilità e franchezza. Anche Diana non ama particolarmente le persone e le relazioni interpersonali. Si limita ad avere pochissimi amici, è molto solitaria, ma la sua è una solitudine terapeutica (o di questo a volte vuole convincersi). Non ama essere messa sottopressione, avere dei doveri nei confronti degli altri, legarsi a qualcuno poi è fuori discussione. Lei osserva. Osserva tutti anche nei loro gesti insensati. Osserva le persone da quando al liceo è stata vittima di bullismo. Da quando ha pensato seriamente di mettere fine alla sua vita. La sua ancora di salvezza è stata Vanessa. E lo è da sempre.
Il loro legame è un legame speciale, di complicità unica, che si è costruito negli anni e mediante esperienze che hanno condiviso. Ma riuscirà a rimanere tale?

Inevitabilmente le strade di Sean e Diana si incrociano, e grazie alle sue abilità da Sherlock Holmes  Diana inquadra subito la personalità dell'uomo. Riesce a carpire gli indizi più impercettibili, i segnali, e tutti quegli atteggiamenti che le possono suggerisce sfumature della sua personalità. Ci impiega veramente poco a scoprire tutti i segreti di Sean, il quale ne rimane spaventosamente sorpreso.
Il peso delle parole diventa così la storia di un uomo che, dopo aver archiviato metà della sua vita e il suo amore per il violino, si rende conto di quanto certi legami siano speciali. La musica per lui non è solo uno sfogo, un hobby, è una necessità. E' ragione di vita, senso della sua esistenza. Riempie il vuoto che ha in petto, e non ne può fare a meno. Riprendere a suonare, dopo un lunghissimo periodo di pausa, gli permetterà di comprendere il suo errore: aver rinunciato alla musica per non voler essere come suo padre. Il peso delle parole è anche la storia di Diana, una donna che finalmente, dopo anni, è riuscita a superare la sua grande paura di concedersi sentimentalmente a una persona, di aprirsi col prossimo. E' una storia più complessa e delicata di quella che possa sembrare, e parlarvene davvero mi risulta difficile; posso solo dirvi che dovreste leggerlo, perché esso è pure la storia di una donna che non riesce a trovare dei punti fermi nella vita, degli obiettivi stabili, e di un giovane attore con scarse capacità di stare lontano dall'alcol.

Il peso delle parole è la storia di 4 personaggi principali, Sean, Diana, Vanessa e Logan, che a un certo punto della loro vita si ritrovano davanti a delle difficoltà, degli scogli insormontabili, le cui paure annesse sono tante e violente. Due di loro dovranno fare i conti con il loro passato e altri dovranno riprendere le redini della loro vita. Dovranno tornare al comando della propria quotidianità, e da questo punto di vista credo che le emozioni, i dubbi, le perplessità e il processo di crescita dei protagonisti siano stati descritti egregiamente. Ho avvertito le angosce, i timori e tutte quelle sensazioni che hanno portato alcuni personaggi a determinate azioni.
La narrazione nel complesso mi è sembrata fluida, omogenea, e lineare, ma non nascondo che all'inizio ho avuto difficoltà a entrare nella storia. L'unica pecca che ho riscontrato è che la vicenda mi è parsa un po' troppo astratta, non c'è un vero capo né coda. Probabilmente perché le fondamenta di tutto il romanzo sono le emozioni dei nostri protagonisti, che di per sé sono astratte.

Un libro singolare, una penna che promette bene e tante emozioni complesse:



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