sabato 22 dicembre 2018

Recensione - Ogni storia è una storia d'amore



Buongiorno lettori, e buon inizio delle vacanze!! 
La sentite l'atmosfera natalizia? Ormai ci siamo! E' il momento dell'attesa, quello in cui stai lì a guardare tutti i pacchetti e pacchettini sotto l'albero in attesa dei loro destinatari! 
Il blog non andrà in vacanza, mi manchereste troppo, e in ogni caso non smetterò di leggere quindi non c'è proprio motivo di prendersi una pausa! Ho in mente di smaltire un po' la lista delle letture in questi giorni, ma volevo inaugurare il periodo natalizio qui sul blog con un libro che ero sicura sarebbe stato speciale, con un tema che spero possa accompagnare le vostre vacanze, le vostre giornate, e l'intera vostra vita. 
Buona lettura 💓

Ogni storia è una storia d'amoreOgni storia è una storia d'amore
di Alessandro D'Avenia

Pagine: 324
Prezzo: € 20,00
Anno: 2017
Genere: Narrativa Contemporanea

L’amore salva? Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva? 

Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.
Chi mi segue già da un po' saprà che Alessandro D'Avenia è uno dei miei scrittori preferiti, uno di quelli di cui ti innamori ciecamente, certa che qualsiasi pensiero uscirà dalla sua penna sarà per te spunto di riflessione, verità nostalgica e irraggiungibile, carica dell'esistenzialismo che caratterizza la bellezza che pochi autori sono stati capaci di concretizzare su carta, e soprattutto di trasmettermi. Quale strumento meraviglioso la penna, mutevole e mutabile, che a seconda di chi la impugna è capace di diventare fonte di magia e meraviglia. 
E' così, con la magia del Natale alle porte, che oggi vorrei parlarvi di Ogni storia è una storia d'amore. 
Perfettamente consapevole delle numerose parole che sono state spese su questo libro, non mi sono comunque tirata indietro. Non è bello solo quello che l'autore ci regala con i suoi scritti, è anche bello parlarne, riviverlo a sangue freddo e affidare al tempo, al vento, la diffusione di un amore bianco. Non perchè sia perfetto, ma bianco per la sua purezza. 
Il motivo per cui apprezzo tanto lo scrittore Siciliano è il suo obiettivo: diffondere la bellezza della bellezza. Il suo mezzo sono le parole, utilizzate con così tanta cura da riuscire a racchiudere sensazioni astratte e rendere squisita anche la più amara verità. Alessandro D'Avenia è innamorato della bellezza, ma lo è nelle vesti della letteratura, che - come scrive nei ringraziamenti - dovrebbe essere non solo la causa, ma anche la casa della bellezza
Viviamo in un periodo in cui la routine sembra riuscire a sterilizzarci, ad assopire la vita di cui dovremmo essere portatori, e la bellezza, come la meraviglia, si pongono l'obiettivo contrario.  Voi credete nella bellezza? Nella meraviglia? Nella ricerca di quella scintilla rannicchiata nei luoghi più improbabili, capace di ravvivare il fuoco che avete dentro? 
Credo sia questo, il senso della bellezza. 
Il tu capace di stanare sempre e comunque l'uomo è la bellezza, l'avamposto di cui si serve l'amore per chiamarci, la seduzione all'avventura, la promessa di una pienezza di cui lo stupore iniziale è solo l'idea rispetto all'opera compiuta, il ponte levatoio che ci immette nelle mura del castello interiore pieno di nemici, che non sono altro che gli ostacoli della nostra piena maturazione e felicità: la nostra salvezza. Nessuno si innamora se non attraverso la bellezza. 
Ed è così, con questa premessa, che nasce Ogni storia è una storia d'amore. Un viaggio finalizzato alla rivelazione dei tratti dell'amore come cammino alla scoperta di se stessi attraverso l'altro e insieme all'altro, e non a causa dell'altro
Le tappe in cui si snocciola questo viaggio mistico sono dieci, escluse la partenza finalizzata a illustrare la mappa del viaggio, e l'arrivo inteso come metamorfosi. Non a caso, infatti, tali tappe sono tutte introdotte dai versi delle Metamorfosi di Ovidio, e raccontano la vita di amori seducenti, teneri, folli, distruttivi ed eterni, tramite donne accomunate dalla condizione di essere state compagne di vita di alcuni dei personaggi più illustri che la Storia abbia visto. Alcune nelle vesti di muse, fonti di bellezza e ispirazione per l'amato, artiste loro stesse delle parole o delle arti pittoriche, altre, invece, nelle sembianze di amiche, confidenti, supporti emotivi e psichici, o addirittura rivali della loro salvezza. 
L'amore salva? Non credo possa esistere domanda più complessa, e la riposta non potrà che essere altrettanto articolata. 
Per Orfeo ed Euridice l'amore è stato salvifico? 
Le donne protagoniste saranno i mille volti di Euridice, e negli amanti vedremo Orfeo. Il filo conduttore di tutte le storie è proprio il mito citato, la cui analisi avviene lentamente, aprendo ferite nell'animo umano che verranno poi curate dal balsamo di questo sentimento che ha del surreale. 
In amore ci si deve prima perdere per potersi ritrovare.  
I capitoli sono tutti splendidi, non è una novità che la prosa di Alessandro D'Avenia sia ora densa ora fluida, in un ritmo mai costante perché la vita non è costante. Poesia incantatrice come il canto delle Sirene per Odisseo, ma con un intento più benefico e benevolo. Tuttavia, due sono stati i capitoli che hanno lasciato un segno profondo nella mia anima durante la lettura. Zelda e Alma
Zelda, per esempio, tra le figure di donne sopra elencate, fu rivale della salvezza. Lei e Scott Fitzgerald si amarono con una tale passione e attrazione mentale da essere l'una la rovina dell'altro. Si amarono perché avevano intuito nell'altro il riflesso dello stesso destino rovinoso da cui sentivano il bisogno disperato di salvarsi. Il loro fu un amore intellettuale, elevato sotto tutti i punti della conoscenza. Comprendevano la meraviglia della bellezza e della perfezione, e il non riuscire a raggiungerla li fece andare fuori di testa. Più che salvifico, il loro fu un amore corrosivo a causa della violenza con cui li bruciava dall'interno, ma comunque bellissimo. Orfeo ha amato così tanto Euridice da non riuscire a controllarsi, da voltarsi invece di salvarla. 
Alma invece fu una vera fonte di ispirazione e un supporto vitale per Alfred Hitchcock. Non c'è genio che non abbia un lato oscuro, è il prezzo da pagare. Alma è stata capace di amare, modellare, migliorare il lato oscuro di Alfred. Il loro fu un amore solido, grande e duraturo. Profondo come pochi, ma anche pieno di disperato desiderio di realizzazione, di raggiungimento del proprio scopo ultimo: esprimere il proprio estro geniale nelle vesti di qualcosa che potesse essere apprezzato dai più. 
In questo caso non fu lui a corteggiare lei, a conquistarla, fu proprio lei, con la sua intelligenza, il suo canto, la sua bellezza a diventare indispensabile fonte di salvezza e successo. 
Alfred non ricevette mai l'Oscar come regista, ma quando gli diedero il premio alla carriera dell'American Film Institute, a sessantanove anni, ti rese giustizia dicendo: "Lasciatemi ricordare per nome solo quattro persone che mi hanno dato il massimo affetto, stima, incoraggiamento, e costante collaborazione. La prima delle quattro è una montatrice, la seconda è una sceneggiatrice, la terza è la madre di mia figlia, Pat, e la quarta è la cuoca capace di miracoli mai compiuti in una cucina casalinga. E si chiamano tutte Alma Reville". 
Il segreto di cinquantaquattro anni di matrimonio e più di sessanta film è tutto qui. Il suo Oscar eri tu, miglior autrice non protagonista della vostra storia. 
Un altro bellissimo capitolo, in realtà, è pure quello che vede protagonista Constance Dowling e  Cesare Pavese. Un racconto all'insegna di uno degli amori più puri ma comunque sofferti e sofferenti. Ma questo lo lascio scoprire a voi, con la speranza che vogliate donarvi a queste pagine, raccogliendo e riavvolgendo il gomitolo che Alessandro D'Avenia ha srotolato per noi tra le righe. 
Ogni storia è una storia d'amore è un libro splendido, che non verte sul bisogno di dare un'accezione negativa o positiva all'amore. Esso è polimorfo, può presentarsi in tanti modi, ma sarà comunque un sentimento fortissimo. E' una lettura lenta, viscerale, profonda, esistenziale, affascinante come poche, e Tess (amante di Raymond Carver), Fanny (John Keats), Sylvia (Ted Hughes), Zelda (Scott Fitzgerald), Anna Magdalena (Johanne Sebastian Bach), Joy (Lewis), Elizabeth (John Everett Millais), Fanni (Miklòs Radnòti), Milena (Kafka), Amalia (Guido Gozzano), Alma (Alfred Hitchcock), Anna (Dostoevskij), Galatea (Pigmalione), Veza (Elias Canetti), Jeanne (Amedeo Modigliani), Licy (Giuseppe Tomasi di Lampedusa), Olga (Ezra Pound), Ofelia (Fernando Pessoa), Karen (David Foster Wallace), Susette (Friedrich Holderlin), Constance (Cesare Pavese), Ingeborg (Paul Celan), Camille (Auguste Rodin), Friderike (Stefan Zweig), Georgie (William Butler Yeats), Katherine (Pedro Salinas), Caitlin (Dylan Thomas), Sien (Vincent Van Gogh), Nadezda (Osip Mandel'stam), Antonietta (Luigi Pirandello), Regine (Soren Kierkegaard), Pilar (Antonio Machado), Fanny Targioni Tozzetti (Antonio Ranieri - Giacomo Leopardi), Edith (J.R.R. Tolkien), Giulietta (Federico Fellini), Carol (Julio Cortàzar), vi faranno compagnia in questo viaggio alla scoperta di un amore universale, che non ha importanza in quale luogo geografico metta le radici, in quale epoca e con quale incipit, esso sarà sempre caratterizzato dalla dicotomia vita e morte. Esso è un sentimento sempiterno, che D'Avenia ha racchiuso in questo contenitore cartaceo. 

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