mercoledì 20 febbraio 2019

Segnalazione #95 - SelfPublished



TITOLO: L’altra metà della luna (Gli occhi del lupo Vol.2)
AUTORE: Federica Amalfitano
GENERE: Urban Fantasy
EDITORE: Aletti Editore
PAGINE: 264
FORMATO: Cartaceo €13,00 – Ebook €3,99 (Su Amazon € 2,79)
DATA DI USCITA: Cartaceo LUGLIO 2018 – Ebook 7 DICEMBRE 2018


TRAMA

 Ho trovato un motivo per essere felice. Tu sei e resterai la cosa più bella che mi ha sconvolto l’esistenza… sei la mia metà della luna.
 Selene Verdana è pronta ad attaccare Florence insieme ai suoi alleati.
I Kean hanno abbandonato la piccola cittadina per cercare di proteggere i suoi abitanti e soprattutto Ellen che nel frattempo, senza Taylor, si sente sempre più sola. Quando il suo lupo protettore però si fa vivo porta con sé qualcosa di oscuro; qualcosa che forse solo dei sentimenti profondi riusciranno a cambiare.Tra battaglie all’ultimo sangue, orde di licantropi pronte a morire per onore e segreti svelati, i due ragazzi cercheranno di riscrivere la loro storia, perché il filo invisibile che li tiene uniti è più forte di qualsiasi cosa.   
BIOGRAFIA

Federica Amalfitano nasce a Ischia, si laurea in Scienze Biotecnologiche per la Salute all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e lavora in un laboratorio. Ha sempre avuto una passione smodata per i libri, ma quella per il genere Fantasy nasce grazie a “Il Signore degli Anelli” di Tolkien e il primo libro di Cristopher Paolini “Eragon”.
Ha pubblicato nel 2016 con la stessa Casa Editrice “Gli occhi del lupo”, primo volume del dittico.

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Titolo: Nulla Fallisce
Autore: AL
Genere: Autobiografico, lgbt
Editore: Self Publishing
Pagine: 272
Prezzo: € 0,00
Data di pubblicazione: 15 Novembre 2016


Un viaggio nel tempo intenso, doloroso, straniante, onirico, commovente; un self coaching involontario. Il racconto del protagonista si vive attraverso momenti, istantanee ed episodi che ricostruiscono le tracce del percorso per ammettere e accettare di essere gay prima, e amarsi e innamorarsi poi. Sullo sfondo, ma con un ruolo da coprotagonisti, canzoni, film, telefilm e romanzi contestualizzano il periodo tra 1983 e il 2011. È un romanzo intimo, il percorso di un'anima moderna. 

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Titolo: La magia che è in me: Dahlia
Autore: Daniela Marinangeli
Pagine: 164
Genere: Urban-fantasy
Formato: Carteceo – ebook
Prezzo:  €13,00/€8,00
Link acquisto

La protagonista vive a Roma, è una giovane ragazza appena diplomata, piena di vita e di sogni per il suo futuro. La sua vita cambia quando prova un dolore fortissimo per la perdita improvvisa di suo padre. Si ritrova sola, sente un dolore così forte che impazzisce e inizia a fare ricerche, legge libri con i quali cerca di ritrovare se stessa. Conosce l'amore di un uomo che credeva vero, invece le reca ancora più sofferenze. Il rapporto con sua madre non l'aiutava a crescere e sbloccarsi da quella situazione così drammatica. Pratica dei rituali magici sentendosi meglio. Incontra entità indefinite che le danno dei consigli su come andare avanti nella vita. Dahlia farà di tutto per uscire da quella spirale negativa che si era creata intorno a lei. Troverà nuove amicizie, troverà un nuovo lavoro che amava fare,dove incontrerà finalmente la persona che l'accetta così com'è, con le sue stranezze, con il suo carattere a volte instabile. E con lui visiterà luoghi magici e incantati, dove insieme supereranno tutte le paure, per iniziare una nuova vita anche sfiorando l'Universo con un dito...


Un romanzo di pura fantasia, sogni e amore "La magia che è in me" di Daniela Marinangeli🔸


Ti è mai capitato di non riuscire a trovare la forza in situazioni difficili?

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Se è così, questo libro potrebbe aiutarti a cambiare vita e trovare la forza di seguire i tuoi sogni.

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sabato 9 febbraio 2019

Cover Reveal - Io e te sempre più distanti

IO E TE SEMPRE PIÙ DISTANTI
di Brianna Testa
(cover reveal prevista per il 05/02/2019)

Data di uscita: 14 febbraio 2019

Titolo: Io e te sempre più distanti
Autore: Brianna Testa
Editore: Self
Genere: Contemporary Romance
Prezzo e-book: € 2,99 (già disponibile per la prenotazione)
Prezzo libro: € 9,90 (disponibile dal 14 febbraio 2019)

LA TRAMA

Diana: « Ero davvero emozionata. Quella sera io e la mia band avremmo suonato in un delizioso teatro di Firenze, per un pubblico di fan affezionati che si erano messi d’impegno per acchiappare i soli tremila biglietti disponibili per un evento esclusivo come quello.
Se da un lato il pensiero era dedicato a loro e alla necessità di dare il massimo per rendere speciale la serata, dall’altro pensavo solo all’incontro con Joey, il mio ragazzo, che non vedevo da diverso tempo, dopo una serie di contrasti e feroci discussioni che avevano messo a dura prova il nostro rapporto.»
Joey: «A partire dal mese di marzo, la mia vita era stata un susseguirsi di eventi ad alto tasso di adrenalina, che mi avevano destabilizzato parecchio e fatto cambiare tanto, come persona. Tutto era cominciato con una stupida ubriacatura presa in un albergo romano, a seguito della quale finii a letto con la mia ex. Sarebbe rimasto tutto tra noi, se solo la stronza non avesse sbandierato alla stampa la nostra notte di passione, col preciso intento di farlo sapere a Diana. Io, ovviamente, smentii tutto, approfittando di una conferenza stampa indetta dalla mia squadra di calcio. Ma la stronza, per smentire la mia smentita, pubblicò su YouTube il video delle nostre performance di quella notte, che aveva avuto la previdenza di riprendere con una webcam, senza che io me ne accorgessi.»
I contrasti tra Diana e Joey sembrano non avere fine.


Lei è seriamente intenzionata a rimettersi in gioco, a confrontarsi con lui e a provare a risolvere i loro problemi. Lui è cambiato drasticamente e sembra avere le idee parecchio confuse su ciò che vuole veramente. Di una sola cosa è certo: arrivato a questo punto della sua vita, non può più permettersi di sbagliare in amore.

Una terribile scoperta metterà di nuovo a rischio la storia d’amore tra i due ragazzi, che farà sempre più fatica a trovare il giusto assetto.

Riusciranno i due protagonisti a trovare un punto di incontro in una relazione che, ancora una volta, sembra compromessa per sempre?

BREVI ESTRATTI

«Ma che cosa ne sai, tu?» urlai ancora, con il cuore che mi batteva all’impazzata, gli occhi lucidi e le guance arrossate. «Hai mai avuto la sensazione di vivere una storia in cui tu metti cento e in cambio ricevi a stento dieci? E quando sei finalmente determinato a voltare pagina, la tua imprevedibile ragazza prova di nuovo a farti cadere nella sua trappola d’amore? Dopo mille volte che ci avete provato e mille volte che siete affogati nella merda?»

«Mi ero sentita finita, come donna e come artista. Joey sapeva bene quanta fatica avevo fatto per riuscire a fidarmi di lui, sia per il mio turbolento passato sentimentale, sia per il modo non proprio trasparente in cui era iniziata la nostra relazione. E quando finalmente avevo capito di potermi fidare di lui, quando finalmente ero riuscita ad abbattere tutte le mie difese e insicurezze, sicura di potermi dare a lui con tutta me stessa, mettendo a nudo la mia anima e il mio cuore, ero stata tradita nel peggiore dei modi: con il corpo e con le bugie.»

BIOGRAFIA

Brianna Testa è nata a Biancavilla (CT), il 21 dicembre 1987.
Appassionata di romanzi rosa fin da piccolina, ha un grandissima collezione di vecchi Harmony ereditati dalla mamma e dalla nonna. Ha una passione per la scrittura di storie d’amore fin dai tempi delle superiori.

Nel tempo libero ama scrivere e raccontare le sue storie d’amore. Dopo un primo esperimento riservato alle giovanissime, con la pubblicazione in due volumi della serie “Gossip & Stars”, una storia un po’ diversa dalle tante, che ama definire un esperimento di soap opera scritta, Brianna ha ripreso in mano i suoi personaggi e dato vita ad altri quattro volumi della serie, con uno stile più classico, auto-conclusivi, di facile lettura per le donne di tutte le età, che amano sognare sulle storie d’amore di giovani protagonisti. Amore e amicizia restano i due ingredienti principali delle sue storie, in cui l’introspezione psicologica e l’evoluzione dei protagonisti hanno sempre un ruolo in primo piano. Letture facili e leggere, caratterizzate da un linguaggio curato ma familiare, non eccessivamente pomposo, ma nello stesso tempo in grado di offrire spunti di riflessioni.

lunedì 28 gennaio 2019

Recensione - Con te fino alla fine del mondo



15991746Con te fino alla fine del mondo
di Nicolas Barreau 

Pagine: 185
Prezzo: € 8,00
Editore: Feltrinelli
Mon cher Monsieur, vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo. Forse vi aspetta un'avventura che farà di voi l'uomo più felice di Parigi. La Principessa" Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l'affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne. Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna. Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d'amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d'amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco. Ma l'impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?

E se vi dicessi che ho avuto la conferma che Nicolas Barreau non fa per me? Qualcuno mi ucciderà, lo sento! 
Inizio a pensare di essere la pecora nera della situazione. 
A settembre avevo letto Il Caffè dei piccoli miracoli (la mia recensione QUI), una storia davvero molto carina ma che comunque mi aveva lasciata un po' all'asciutto. 
Una mia cara amica, che adoro davvero con tutto il cuore, fan dell'autore, mi ha convinta a dargli una seconda chance sostenendo che magari era stato quel libro a non avermi presa, e suggerendomi - e regalandomi - questo qui, Con te fino alla fine del mondo. 
Un titolo molto dolce, pieno di speranza e magia.
Purtroppo però, mi rincresce ammetterlo, dopo averlo letto mi ritrovo ad avvalorare la mia ipotesi: Barreau non fa per me, per quanto sia adorabile. 

E' un autore molto raffinato nella sua prosa lineare, leggera e scorrevole che mette insieme luoghi romantici, come Parigi e dintorni, e personaggi non particolarmente complessi ma comunque realistici. L'amore di cui parla Barreau è delicato e timido come un bocciolo di rosa che stenta a schiudersi nonostante la sua bellezza, ma mi viene da pensare che magari io non sia fatta per questo genere di amore, che al contrario mi risulta un po' noioso e monotono. 
Ancora, il tentativo di rendere più intrigante la storia con l'elemento epistolare non credo abbia del tutto raggiungo l'obiettivo, anche se tale personale considerazione potrebbe derivare dal fatto che avrei preferito una corrispondenza più lunga, che permettesse al lettore di entrare in sintonia con la storia in maniera più completa. 
Ma forse non ci state capendo nulla. Andiamo per ordine. 

Jean-Luc Champollion è un giovane e avvenente gallerista di successo che in giovanissima età aveva scritto una lettera d'amore per una sua compagna di classe. Purtroppo il risultato non fu quello sperato, e anzi, il nostro piccolo poetico cavaliere fu deriso senza alcuna pietà dalla donzella oggetto del suo amore e le sue - perfide, aggiungerei - confidenti. 
Jean-Luc decise che non avrebbe mai più scritto una lettera d'amore a donna alcuna. 
Purtroppo, però, ogni volta che ci si prefigge un obiettivo categorico si finisce sempre per non raggiungerlo. Infatti, dopo anni da quella decisione, le circostanze lo portano a non onorare questo patto stipulato con l'adolescente che era un tempo. Per la precisione quando, rovistando tra la posta, trova una busta azzurra: una lettera che traboccava di un amore sincero e bellissimo da parte di una donna misteriosa, che dà il la a una corrispondenza sui toni del Diciottesimo secolo. 
 
Mi correggo, un amore che ha le sembianze di essere sincero e bellissimo, ma che a me è arrivato come un sentimento puro ma flebile come una fiammella che piuttosto che accendersi si appropinqua all'auto-estinzione. 
Un grande affetto insomma, ma nulla che riuscisse a sciogliere il mio terribile cuore di pietra, cosa che - a dir la verità - mi ha stranita. 
Sono una persona molto empatica e riesco a immedesimarmi facilmente nelle emozioni degli altri, pertanto mi è venuto spontaneo interrogarmi sul motivo per il quale questa volta le cose fossero andate diversamente. 
Credo - dopo una riflessione disperata - che il motivo sia la poca attenzione rivolta da parte dell'autore ai personaggi. 
Il romanzo è troppo breve e al contempo ricco di avvenimenti per soffermarsi emotivamente sui singoli episodi. Avrei voluto conoscere molto più approfonditamente la vita di Jean-Luc ed entrare in contatto con lui. Da amante dell'arte non mi sarebbe affatto dispiaciuto conoscere i suoi gusti, le sensazioni che gli consentono di apprezzare un pittore piuttosto che un altro. 
Per esempio, il suo cane si chiama Cézanne, come l'omonimo pittore per cui Jean-Luc prova una profonda ammirazione, ma non ci viene spiegato il perché di questa ammirazione. Quali corde del suo animo tocca Cézanne?
E questo è uno degli spunti non coltivato che invece avrebbero potuto completare la narrazione  dal punto di vista emotivo. 
E' comunque una lettura molto gradevole, che ha alleggerito le mie giornate e che mi ha aiutata a staccare la spina quando ne avevo bisogno, e di questo gliene sono grata. 
Non ho motivo di infangare il buon nome di Barreau, ma probabilmente avevo delle aspettative eccessivamente elevate nei suoi confronti! 

Mi piacerebbe sapere il vostro parere! Avete letto qualcosa di Nicolas Barreau? Com'è andata?? 
 

lunedì 7 gennaio 2019

Recensione - Miss Miles



Risultati immagini per cover miss milesMiss Miles
di Mary Taylor

Pagine: 800
Prezzo: € 3,99 / 16,00
Editore: Darcy Edizioni
Pubblicazione: 20 Dic 2018

Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne.Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia. Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.

Quando la Darcy Edizioni mi ha proposto la lettura di questo testo non ho saputo rifiutare, nonostante la mia TBR list sia già piuttosto lunga. 

Non avevo mai letto nulla di Mary Taylor, a dire la verità non ne sapevo proprio l'esistenza, ma la sua amicizia con Charlotte Bronte è stata un valore aggiunto che mi ha spinta a richiedere la copia per parlarvene oggi, all'inizio del review party che durerà tutta la settimana su numerosi blog. 

La prima cosa che mi sento di dire - in totale onestà - è che Miss Miles non è un libro per i più. 
Innanzitutto è un classico, il che porta a restringere notevolmente il numero di interessati. E' un genere che deve piacere, che si deve amare. 
In secondo luogo, non si deve avere timori dei mattoncini. Miss Miles, come potete leggere dalla scheda informativa sopra, è un libro di 800 pagine
Personalmente amo i classici e adoro i mattoncini librosi. Soprattutto quando, nonostante il loro volume, sono caratterizzati da una narrazione scorrevole, come questo qui. 

Inoltre, è ambientato nell'Ottocento. Il periodo che risente l'eco del puritanesimo, del paganesimo, del vittorianesimo e la cui mentalità tipica della gente è davvero davvero ottusa. 
Ma è anche il periodo del romanticismo struggente alla Jane Austen, o di quello che risente delle ombre dell'atmosfera gotica alla Emily Bronte, etc. 
Un periodo che se guardato soltanto con gli occhi delle ultime due autrici, potrebbe sembrare meraviglioso, per l'aurea di mistero da cui viene avvolto. 
Io stessa - e qui molti avrebbero da ridire - sono innamorata dell'Ottocento, ma Mary Taylor si presenta come la voce fuori dal coro. 

Mary Taylor fu una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne, e credo che il suo animo ribelle e determinato, accompagnato dal desiderio di svelare la vera condizione che le donne stavano accettando di vivere in quel periodo, sia tutto qui, in Miss Miles. 

Ho apprezzato molto la copertina realizzata dalla Casa Editrice. La figura della donna col volto coperto dal cappello mi piace tantissimo. Una donna - una qualsiasi, il cui volto potrebbe essere quello di ciascuna di noi - su un libro femminista. 
Una scelta un po' scontata, certo, ma disegnata in questi termini di incertezza e versatilità ha quel quid di interessante. 

Indirettamente Miss Miles si presenta come il Diario di quattro giovani donne, Dora, Maria, Sarah, Amelia, che si pone l'obiettivo di dipingere, con un ventaglio di colori ristretto, la quotidianità di tutte loro. 

Sarah Miles è la protagonista principale, la nostra Miss Miles da cui l'opera prende il titolo. Una giovane donna del paese, figlia del droghiere. Sin dalle prime righe andiamo incontro alla personalità fuori asse di Sarah, che vuole andare a scuola. Vuole studiare, vuole imparare a guardare il mondo con i suoi occhi, con la sua capacità di giudizio, senza le influenze altrui, e più di ogni cosa vuole trovarsi nelle condizioni di guadagnare. Vuole lavorare per vivere, come fanno gli uomini. Avere una sua indipendenza economica. Il suo obiettivo, a dir la verità, è quello di diventare una signora, anche se non ha ben chiaro cosa questo voglia dire.

Maria e Dora sono migliori amiche, e in una narrazione altalenante e ricca di intrecci giungiamo alla conoscenza della seconda e terza protagonista del libro.  
Grazie all'eredità di cui dispone in seguito alla morte dei suoi genitori, Maria riesce ad affittare una casa in un paesino vicino e avviare una piccola scuola, che successivamente verrà frequentata da Sarah e Amelia (la quarta protagonista), soddisfacendo così il suo desiderio di insegnare e di guadagnarsi da vivere lavorando, sebbene ciò rappresenti motivo di vergogna per i familiari rimasti. 
In seguito alla morte del padre, la madre di Dora sposa un uomo violento. Quando entrambi muoiono Dora deve occuparsi della casa e dei fratellastri che la odiano e si rifiutano di darle del denaro. In una situazione così triste e drammatica, il suo unico appiglio e motivo di incoraggiamento verso tempi migliori è la corrispondenza con l'amica Maria, fin quando la sua vita non le starà tanto stretta da decidere di scappare di casa per guadagnarsi da vivere. 

A primo acchito Amelia sembra trovarsi in una situazione migliore, fin quando però la sua famiglia non deve contrastare una crisi finanziaria. Da ragazza matura e responsabile, desidera aiutare i suoi genitori e la sua famiglia: vuole trovare un lavoro per guadagnare qualcosa anche lei. Tuttavia per la sua famiglia ciò rappresenterebbe un motivo di profonda vergogna, e Amelia non comprende come possa essere preferibile morire di fame. 

Questi brevi episodi saranno il punto di partenza della nuova vita di queste donne, le cui esistenze si intrecceranno per volere del destino, all'insegna di un'amicizia limpida e disinteressata. 

Per molti aspetti il testo può considerarsi un romanzo contemporaneo. L'autrice dà voce al proprio pensiero tramite queste quattro donne ed emerge una Mary Taylor determinata, desiderosa di realizzarsi come persona, ma soprattutto come donna. Mediante i suoi personaggi principali e non, la Taylor sottolinea costantemente lo stato di nichilismo in cui si trovano tutte le donne dell'epoca. Esse non sono affatto incoraggiate a praticare il loro potenziale, a mettersi in gioco al pari degli uomini, anche in situazioni di necessità, come quelle delle donne menzionate nel romanzo. 
Mary Taylor vede dell'ingiustizia nel doveroso compito di cui si fa carico la società di controllare le donne e renderle schiave del focolare domestico, con l'unico scopo di trovare un buon partito per marito, che possa permettere loro di vivere il resto dei giorni serenamente. 
Miss Miles è un romanzo moralmente intenso, in pieno stile Ottocentesco, ma dai contenuti rivoluzionari. Le quattro donne del romanzo forniscono uno spaccato approfondito della società vittoriana femminile, nel modo più crudo possibile cosicché risultino evidenti le critiche mosse dalla scrittrice.
Inoltre, nonostante la sua evidente presa di posizione a favore delle donne, il testo non smette di essere equilibrato. Non è un libro contro gli uomini. Mary Taylor sembra essere del tutto consapevole che tutti, sia uomini che donne, in fondo sono il risultato di una mentalità tramandata dalle generazioni precedenti, come se allo stesso modo fossero tutti soggetti a un incantesimo. Tramite le esperienze di queste donne, che saranno agevolate da alcuni personaggi secondari, e ostacolate da altri, Mary sembra volere augurare a tutte le donne di trovare la forza di fare affidamento su se stesse, e non su un qualche marito che avrà il compito di permettere loro di non morire di fame. 
La trama, abbastanza complessa e a volte tragica, è resa corposa dai numerosi dialoghi che agevolano il ritratto della psiche dei vari personaggi, e ancora di più della mentalità del periodo. 
Non è Jane Eyre, non è Wuthering Heights, ma credo che questo sia un romanzo immeritatamente dimenticato, e non posso che ringraziare la Darcy Edizioni per essersi fatta carico di un romanzo così importante.  

sabato 22 dicembre 2018

Recensione - Ogni storia è una storia d'amore



Buongiorno lettori, e buon inizio delle vacanze!! 
La sentite l'atmosfera natalizia? Ormai ci siamo! E' il momento dell'attesa, quello in cui stai lì a guardare tutti i pacchetti e pacchettini sotto l'albero in attesa dei loro destinatari! 
Il blog non andrà in vacanza, mi manchereste troppo, e in ogni caso non smetterò di leggere quindi non c'è proprio motivo di prendersi una pausa! Ho in mente di smaltire un po' la lista delle letture in questi giorni, ma volevo inaugurare il periodo natalizio qui sul blog con un libro che ero sicura sarebbe stato speciale, con un tema che spero possa accompagnare le vostre vacanze, le vostre giornate, e l'intera vostra vita. 
Buona lettura 💓

Ogni storia è una storia d'amoreOgni storia è una storia d'amore
di Alessandro D'Avenia

Pagine: 324
Prezzo: € 20,00
Anno: 2017
Genere: Narrativa Contemporanea

L’amore salva? Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva? 

Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.
Chi mi segue già da un po' saprà che Alessandro D'Avenia è uno dei miei scrittori preferiti, uno di quelli di cui ti innamori ciecamente, certa che qualsiasi pensiero uscirà dalla sua penna sarà per te spunto di riflessione, verità nostalgica e irraggiungibile, carica dell'esistenzialismo che caratterizza la bellezza che pochi autori sono stati capaci di concretizzare su carta, e soprattutto di trasmettermi. Quale strumento meraviglioso la penna, mutevole e mutabile, che a seconda di chi la impugna è capace di diventare fonte di magia e meraviglia. 
E' così, con la magia del Natale alle porte, che oggi vorrei parlarvi di Ogni storia è una storia d'amore. 
Perfettamente consapevole delle numerose parole che sono state spese su questo libro, non mi sono comunque tirata indietro. Non è bello solo quello che l'autore ci regala con i suoi scritti, è anche bello parlarne, riviverlo a sangue freddo e affidare al tempo, al vento, la diffusione di un amore bianco. Non perchè sia perfetto, ma bianco per la sua purezza. 
Il motivo per cui apprezzo tanto lo scrittore Siciliano è il suo obiettivo: diffondere la bellezza della bellezza. Il suo mezzo sono le parole, utilizzate con così tanta cura da riuscire a racchiudere sensazioni astratte e rendere squisita anche la più amara verità. Alessandro D'Avenia è innamorato della bellezza, ma lo è nelle vesti della letteratura, che - come scrive nei ringraziamenti - dovrebbe essere non solo la causa, ma anche la casa della bellezza
Viviamo in un periodo in cui la routine sembra riuscire a sterilizzarci, ad assopire la vita di cui dovremmo essere portatori, e la bellezza, come la meraviglia, si pongono l'obiettivo contrario.  Voi credete nella bellezza? Nella meraviglia? Nella ricerca di quella scintilla rannicchiata nei luoghi più improbabili, capace di ravvivare il fuoco che avete dentro? 
Credo sia questo, il senso della bellezza. 
Il tu capace di stanare sempre e comunque l'uomo è la bellezza, l'avamposto di cui si serve l'amore per chiamarci, la seduzione all'avventura, la promessa di una pienezza di cui lo stupore iniziale è solo l'idea rispetto all'opera compiuta, il ponte levatoio che ci immette nelle mura del castello interiore pieno di nemici, che non sono altro che gli ostacoli della nostra piena maturazione e felicità: la nostra salvezza. Nessuno si innamora se non attraverso la bellezza. 
Ed è così, con questa premessa, che nasce Ogni storia è una storia d'amore. Un viaggio finalizzato alla rivelazione dei tratti dell'amore come cammino alla scoperta di se stessi attraverso l'altro e insieme all'altro, e non a causa dell'altro
Le tappe in cui si snocciola questo viaggio mistico sono dieci, escluse la partenza finalizzata a illustrare la mappa del viaggio, e l'arrivo inteso come metamorfosi. Non a caso, infatti, tali tappe sono tutte introdotte dai versi delle Metamorfosi di Ovidio, e raccontano la vita di amori seducenti, teneri, folli, distruttivi ed eterni, tramite donne accomunate dalla condizione di essere state compagne di vita di alcuni dei personaggi più illustri che la Storia abbia visto. Alcune nelle vesti di muse, fonti di bellezza e ispirazione per l'amato, artiste loro stesse delle parole o delle arti pittoriche, altre, invece, nelle sembianze di amiche, confidenti, supporti emotivi e psichici, o addirittura rivali della loro salvezza. 
L'amore salva? Non credo possa esistere domanda più complessa, e la riposta non potrà che essere altrettanto articolata. 
Per Orfeo ed Euridice l'amore è stato salvifico? 
Le donne protagoniste saranno i mille volti di Euridice, e negli amanti vedremo Orfeo. Il filo conduttore di tutte le storie è proprio il mito citato, la cui analisi avviene lentamente, aprendo ferite nell'animo umano che verranno poi curate dal balsamo di questo sentimento che ha del surreale. 
In amore ci si deve prima perdere per potersi ritrovare.  
I capitoli sono tutti splendidi, non è una novità che la prosa di Alessandro D'Avenia sia ora densa ora fluida, in un ritmo mai costante perché la vita non è costante. Poesia incantatrice come il canto delle Sirene per Odisseo, ma con un intento più benefico e benevolo. Tuttavia, due sono stati i capitoli che hanno lasciato un segno profondo nella mia anima durante la lettura. Zelda e Alma
Zelda, per esempio, tra le figure di donne sopra elencate, fu rivale della salvezza. Lei e Scott Fitzgerald si amarono con una tale passione e attrazione mentale da essere l'una la rovina dell'altro. Si amarono perché avevano intuito nell'altro il riflesso dello stesso destino rovinoso da cui sentivano il bisogno disperato di salvarsi. Il loro fu un amore intellettuale, elevato sotto tutti i punti della conoscenza. Comprendevano la meraviglia della bellezza e della perfezione, e il non riuscire a raggiungerla li fece andare fuori di testa. Più che salvifico, il loro fu un amore corrosivo a causa della violenza con cui li bruciava dall'interno, ma comunque bellissimo. Orfeo ha amato così tanto Euridice da non riuscire a controllarsi, da voltarsi invece di salvarla. 
Alma invece fu una vera fonte di ispirazione e un supporto vitale per Alfred Hitchcock. Non c'è genio che non abbia un lato oscuro, è il prezzo da pagare. Alma è stata capace di amare, modellare, migliorare il lato oscuro di Alfred. Il loro fu un amore solido, grande e duraturo. Profondo come pochi, ma anche pieno di disperato desiderio di realizzazione, di raggiungimento del proprio scopo ultimo: esprimere il proprio estro geniale nelle vesti di qualcosa che potesse essere apprezzato dai più. 
In questo caso non fu lui a corteggiare lei, a conquistarla, fu proprio lei, con la sua intelligenza, il suo canto, la sua bellezza a diventare indispensabile fonte di salvezza e successo. 
Alfred non ricevette mai l'Oscar come regista, ma quando gli diedero il premio alla carriera dell'American Film Institute, a sessantanove anni, ti rese giustizia dicendo: "Lasciatemi ricordare per nome solo quattro persone che mi hanno dato il massimo affetto, stima, incoraggiamento, e costante collaborazione. La prima delle quattro è una montatrice, la seconda è una sceneggiatrice, la terza è la madre di mia figlia, Pat, e la quarta è la cuoca capace di miracoli mai compiuti in una cucina casalinga. E si chiamano tutte Alma Reville". 
Il segreto di cinquantaquattro anni di matrimonio e più di sessanta film è tutto qui. Il suo Oscar eri tu, miglior autrice non protagonista della vostra storia. 
Un altro bellissimo capitolo, in realtà, è pure quello che vede protagonista Constance Dowling e  Cesare Pavese. Un racconto all'insegna di uno degli amori più puri ma comunque sofferti e sofferenti. Ma questo lo lascio scoprire a voi, con la speranza che vogliate donarvi a queste pagine, raccogliendo e riavvolgendo il gomitolo che Alessandro D'Avenia ha srotolato per noi tra le righe. 
Ogni storia è una storia d'amore è un libro splendido, che non verte sul bisogno di dare un'accezione negativa o positiva all'amore. Esso è polimorfo, può presentarsi in tanti modi, ma sarà comunque un sentimento fortissimo. E' una lettura lenta, viscerale, profonda, esistenziale, affascinante come poche, e Tess (amante di Raymond Carver), Fanny (John Keats), Sylvia (Ted Hughes), Zelda (Scott Fitzgerald), Anna Magdalena (Johanne Sebastian Bach), Joy (Lewis), Elizabeth (John Everett Millais), Fanni (Miklòs Radnòti), Milena (Kafka), Amalia (Guido Gozzano), Alma (Alfred Hitchcock), Anna (Dostoevskij), Galatea (Pigmalione), Veza (Elias Canetti), Jeanne (Amedeo Modigliani), Licy (Giuseppe Tomasi di Lampedusa), Olga (Ezra Pound), Ofelia (Fernando Pessoa), Karen (David Foster Wallace), Susette (Friedrich Holderlin), Constance (Cesare Pavese), Ingeborg (Paul Celan), Camille (Auguste Rodin), Friderike (Stefan Zweig), Georgie (William Butler Yeats), Katherine (Pedro Salinas), Caitlin (Dylan Thomas), Sien (Vincent Van Gogh), Nadezda (Osip Mandel'stam), Antonietta (Luigi Pirandello), Regine (Soren Kierkegaard), Pilar (Antonio Machado), Fanny Targioni Tozzetti (Antonio Ranieri - Giacomo Leopardi), Edith (J.R.R. Tolkien), Giulietta (Federico Fellini), Carol (Julio Cortàzar), vi faranno compagnia in questo viaggio alla scoperta di un amore universale, che non ha importanza in quale luogo geografico metta le radici, in quale epoca e con quale incipit, esso sarà sempre caratterizzato dalla dicotomia vita e morte. Esso è un sentimento sempiterno, che D'Avenia ha racchiuso in questo contenitore cartaceo. 

Cover Reveal - Miss Miles




Buongiorno lettori! Anche se un paio di giorni in ritardo - scusatemi, ho avuto un esame all'università - vorrei presentarvi Miss Miles, di cui vi parlerò nel dettaglio in 7 Gennaio 2019, con una recensione!

Miss Miles
di Mary Tylor

Traduttore: Alessandranna D’Auria
Editore: Darcy Edizioni
Pagine: 800 circa
Genere: classico
Costo: 3,99€ in ebook - 16€ - in promo a 0,99€ in ebook dal 20 al 27 dicembre
Data d’uscita: 20 dicembre

Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne. Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia.Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.


Mary Taylor:

Mary Taylor (1817-1893) è una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne, nacque a Birstall, nello Yorkshire, in Inghilterra.
Mary era una bambina impulsiva e intelligente. Incontrò Charlotte Brontë nel 1831 alla Roe Head School di Mirfield, dove divennero amiche.
Quando morì suo padre, Mary intraprese un tour europeo e nella sua corrispondenza con Charlotte Brontë descrisse ciò che aveva visto nei suoi viaggi che la ispirarono a recarsi a Bruxelles nel 1842. Nell'ottobre 1843, Mary andò in Germania dove, sfidando le convenzioni stabilite, trovò lavoro per insegnare ai giovani uomini.
Nel marzo 1845 Mary seguì suo fratello più giovane, William in Nuova Zelanda. Aprì con sua cugina un negozio. Siccome non aveva intenzione di rimanere in Nuova Zelanda, vendette il negozio che le aveva procurato un buon reddito in un modo che una donna della classe media avrebbe trovato impossibile in Inghilterra e tornò nello Yorkshire prima del 1860.
Eppure, non ha smesso di viaggiare e ha fatto visite annuali in Svizzera, dove, a quasi 60 anni nel 1875, ha guidato un gruppo di cinque donne in una spedizione per scalare il Monte Bianco. Un resoconto delle loro avventure fu pubblicato come Swiss Notes di Five Ladies.
Mary Taylor ha contribuito con articoli alla rivista Victoria Magazine di Emily Faithfull, sostenendo le questioni femministe, il suffragio femminile e i diritti di proprietà.
Ha lavorato al suo unico romanzo, Miss Miles, per quaranta anni prima che fosse pubblicato nel 1890, che oggi per la prima volta è proposto in italiano. Si tratta di un romanzo che incoraggia fortemente una dimensione lavorativa anche per le donne che fino a questo momento avevano come unica scelta quella di fare un buon matrimonio.
Mary era una donna speciale, una donna diversa, una di quelle che non aveva accettato il matrimonio come unico destino per il genere femminile. Mary non aveva intenzione di annullarsi socialmente e la sua risposta alla vita fu viaggiare e lavorare.

Mary, che non ce la faceva più ad ascoltare le lamentele della madre, andò il più lontano possibile per darsi un’opportunità: farsi strada nel mondo. E questo obiettivo diventò il tema principale di questo romanzo.

domenica 9 dicembre 2018

Recensione - La scelta di Lilian

Avete mai letto un romanzo femminista? Uno di quelli in cui una donna, più o meno verosimilmente esistita, si prende carico delle identità di molte altre? 
La scelta di Lilian è il mio secondo romanzo femminista, e - come la prima volta - mi riscopro riempita da un senso di amarezza e vittoria. 
La scelta di Lilian, come Una Donna di Sibilla Aleramo, sono esattamente questo: amarezza e vittoria. Vi chiederete come sia possibile sostenere una dicotomia così contrastante. Mettetevi comodi, magari con una tazza di thè accanto, e - se vi aggrada - leggetemi. 

La scelta di Lilian 
di Marcella Spinozzi Tarducci 


Pagine: 179
Prezzo:  € 16,90
Editore: Bonfirraro
Genere: Romanzo
Anno di Pubblicazione: 2018

Una storia come tante perché ancora una volta è una storia di violenza sulle donne, di una bambina violentata nell’ambiente domestico, il che condizionerà a lungo la sua vita, ma la protagonista non è una come tante. La sua sensibilità, la sua intelligenza, la sua caparbia volontà di sciogliere l’enigma della sua vita, ne fanno un’eroina degna delle storie che non si dimenticano. Un romanzo ispirato a una storia vera, accaduta in Toscana nel secolo scorso e che, nonostante questo, è oggi ancora di grande attualità. L’autrice narra con grande introspezione psicologica le vicende di una giovane donna che scopre, a un certo punto della sua vita, di non essere figlia dell’uomo che ha sempre creduto essere il proprio padre. Questa rivelazione segnerà l’inizio di un doloroso percorso per risolvere il mistero che, a sua insaputa, le ha cambiato il destino. Da un piccolo paese umbro, dove la vicenda ha inizio, la protagonista si sposta a Firenze dove inizia, con un certo successo, l’attività di parrucchiera. Questo sembra dare una certa stabilità alla sua vita ma il mistero sulle sue origini continuerà a perseguitarla finché, dopo alterne vicende, riuscirà a venirne a capo. Niente può essere più come prima e Lilian è posta di fronte alla scelta più difficile della sua vita, attraverso la quale, però, emergerà finalmente una nuova donna, consapevole di sé e padrona del suo destino.
La narrazione che ci viene proposta da Marcella Spinozzi Tarducci è caratterizzata da colori tristi e cupi, decisamente in netta contrapposizione con le sfumature che tinteggiano il periodo natalizio in cui ci troviamo. E' pur vero, però, che la tavolozza di un artista di successo debba disporre di tutte le gradazioni necessarie per il suo lavoro. Supponete, adesso, che voi siate gli artisti della vostra vita. Pittori indiscussi del vostro destino..
Conosciamo Lilian sin dalla sua tenera età tramite salti temporali e flashbacks. Ci viene subito descritta come una dolce bambina allegra e spensierata, nel pieno della sua fanciullezza. Purtroppo però questo splendido stato d'animo di leggerezza le viene rubato troppo presto, quando una mattina Tonio, il padre, si insinua nel suo letto con fare amorevole per renderla donna. Inizia così il suo incubo, proprio tra le mura casalinghe, dove generalmente ci si sente al sicuro e protetti, certi dell'amore benevolo e sconfinato dei genitori. 
La violenza sessuale in ambito domestico vedrà Lilian protagonista più di una volta, e in più di una occasione. In diversi frangenti ho dovuto prendermi un momento di pausa dalla lettura, non perché i dettagli fossero tali da scombussolare - non è necessario smussare il concetto per rimanere inorriditi - piuttosto perché mi sono immedesimata. Mi sono chiesta come mi sarei sentita se mi fosse successa una cosa simile, adesso, all'età di ventun'anni, e poi ho amplificato esponenzialmente la sensazione trasportando la scena all'età di dieci anni. 
Voi come vi sareste sentite? 
Già
La vita di Lilian sarà tragicamente condizionata dal suo passato. Le sue scelte, la necessità di trovare equilibrio, sicurezza e amore, la spingeranno ad accontentarsi, a lasciare che la vita, le circostanze, scelgano per lei. Troverà marito, avrà dei figli, ma qualcosa continuerà a mancare come l'ossigeno. 
La scoperta che Tonio non era davvero suo padre sarà un fulmine a ciel sereno. La forza motrice del cambiamento verso cui si sta appropinquando. Avere certezze, scoprire la verità sarà il suo principale obiettivo giornaliero. Perché sua madre, Agnese, non le aveva mai detto nulla al riguardo? E quell'uomo, John Sallivan, se era davvero suo padre, perché l'aveva abbandonata?
Sono tante le domande a cui è necessario trovare risposta, per il suo bene, per la sua serenità.
 
Lilian assaggerà la bellezza di prendere decisioni e rischiare, assaporerà la squisitezza della libertà, insomma, sebbene talvolta essa sia strettamente legata alla solitudine. 
Da un dramma statico con una Lilian completamente assuefatta e soggiogata dalla vita, giungiamo - mediante un percorso lento, faticoso e sofferente - oltre che sofferto - a una Lilian finalmente libera dalle sue stesse catene, dal torpore della sua vigliaccheria, fino ad approdare a una donna consapevole  e libera psicologicamente. 
Quello della protagonista, collocata in un arco temporale non definito - cosa che rende l'intera narrazione sempre moderna, è un percorso di crescita tangibile, rivoluzionario per il suo essere. Lacrime di gioia le bagneranno le gote quando capirà di aver accettato il suo incubo, e di essere finalmente pronta a lasciarselo davvero alle spalle. 
Ognuno cerca di seppellire nella memoria, o meglio in un groviglio di memorie infantili, quello che ancora fa male, ognuno cerca di barare anche con se stesso, illudendosi che nessuno ne verrà a conoscenza e che anche la propria memoria, se non l'ha già fatto, a poco a poco affogherà quei ricordi dolorosi nella grande fossa della psiche dove sono custoditi i nostri misteri. 
 
Combattuta tra il senso del dovere di essere madre e moglie e il bisogno di ritrovare se stessa e affermare la sua identità e come donna e come Lilian, ella avrà finalmente il coraggio di vivere e lasciar vivere. 
E così, da una visibile amarezza siamo giunti alla vittoria. 
Aveva finalmente capito che ognuno doveva vivere la propria vita e deve essere messo in grado di farlo, aveva anche capito che bisogna guardare in faccia la realtà e chiamare le cose con il loro nome. Ribellarsi quando è necessario, perchè spesso, per paura di far soffrire chi ci sta vicino, condanniamo alla sofferenza noi stessi. 

Un romanzo ben scritto, che mi ha ricordato tantissimo l'autobiografia di Sibilla Aleramo, la prima donna autrice di un romanzo femminista nel nostro paese. 
Un tema sfortunatamente senza epoca, in una società che - spero - col tempo possa insegnare agli uomini a sradicare questo istinto animalesco, diminuendo il numero di questi eventi fino a estinguerli, fornendo loro la capacità di comprendere quanto la nobiltà d'animo sia assai più soddisfacente e appagante. 
Marcella Spinozzi Tarducci

Marcella Spinozzi Tarducci

È nata in Umbria e ha vissuto prevalentemente in Toscana. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Firenze, ha insegnato negli Istituti statali in questa stessa città.
Pittrice autodidatta, ha esposto in importanti gallerie fiorentine e ha collaborato con la casa editrice Valmartina di Firenze come compilatrice e illustratrice di testi scolastici. Ha studiato, inoltre, pianoforte al Conservatorio Cherubini di Firenze, sezione distaccata di Pistoia. Amante della scrittura da sempre, ha ricevuto importanti riconoscimenti per la poesia a Chiavari e a Firenze e, nel 2010, ha vinto il Fiorino d’Oro per la narrativa inedita al Premio Firenze Europa con il racconto Giulia. Nel 2010 ha esordito con il suo primo romanzo autobiografico, Sono ancora io. Il successo arriva col suo secondo libro, edito da Bonfirraro, Racconti da spiaggia, che la farà conoscere al grande pubblico, e col suo secondo romanzo Solitudini Parallele, edito anche da Bonfirraro, che ha ricevuto, nel 2015, il Premio del presidente della giuria al Premio Firenze Europa.
La scelta di Lilian è il suo ultimo romanzo.

lunedì 3 dicembre 2018

Prima Tappa - Recensione - Vuoi Conoscere un casino? [Blogtour + Giveaway]



Buongiorno miei prodi lettori, come state? Spero che non sia il vostro lunedì più tragico e che l'inizio della vostra settimana sia quantomeno sereno.
Proverò a migliorare la vostra giornata con una recensione: i libri sono sempre un balsamo per il cuore e la mente.
Oggi sono entusiasta di partecipare e di fare da apertura, insieme ad altre mie colleghe, a questo carinissimo Blogtour.

Vediamo il libro in questione, poi mettetevi comodi, e buona lettura! Vi aspetto nei commenti!

Titolo: Vuoi conoscere un casino?
Autore: Alex Astrid

Editore: Edizioni il Ciliegio
Collana: Teenager
Pagine: 284
ISBN/EAN: 9788867712878

Il romanzo è in vendita su Amazon e IBS a 2,99 euro in ebook e 14,45 euro in cartaceo.
TRAMA:

Un po’ Il giovane Holden e un po’ I ragazzi del muretto: Vuoi conoscere un casino? è un affresco potente del mondo dei giovani di oggi che vivono alla periferia di una grande città. È la storia di una metamorfosi, di un viaggio. Il viaggio che ogni ragazzo deve affrontare per diventare grande.
Giorgia è una sedicenne della provincia di Milano, scrive a Martina, la cugina morta pochi mesi prima in un incidente d’auto. Martina diventa così “un diario”, un’amica invisibile che accoglie tutte le confessioni e gli sfoghi di Giorgia. La prima lettera è datata 5 febbraio 2014 e narra gli avvenimenti accaduti subito dopo la scomparsa di Martina. Nelle lettere successive Giorgia racconta la sua vita: la famiglia, gli amici, gli amori, ma anche le delusioni e le grandi e piccole gioie. La ragazza racconta soprattutto la storia di un viaggio interiore che la porta fino alla liberazione delle proprie paure e incertezze.
In Vuoi conoscere un casino? c’è tutto il mondo dei giovani di oggi, senza filtri e ipocrisie.

La struttura letteraria di Vuoi Conoscere un casino è proprio quella del romanzo epistolare. Si sa, le lettere hanno la profonda capacità di mettere a nudo l'anima del personaggio principale. E' straordinario come le parole, a seconda di come esse vengano usate e contestualizzato, possano modificare la loro essenza e il loro peso. Leggere Vuoi conoscere un casino, leggere di Giorgia, è stato un punto di inizio per molte riflessioni personali - per me e per la protagonista, soprattutto di carattere esistenziale, ma è del tutto naturale considerando che Giorgia ha sedici anni. 
Nonostante la sua tenera età, Giò - come la chiama chi la ama - deve trovare la forza di accettare, metabolizzare e superare un lutto: sua cugina, la dolce Martina, se n'è andata a causa di un incidente stradale. Anche lei - appena ventenne - era nel fior fiore della sua femminilità, della sua esistenza, alle porte di un mondo nuovo e pieno di opportunità. Opportunità che la vita, alla fine, le ha negato. 
“ Ciao Martina, sono quattro mesi che mi manchi, quattro mesi che non ci sei, quattro mesi senza te. … Scriverti è stupendo, spero che tu possa in qualche modo leggere tutto questo. Cosa c’è lì? Ci sono fogli? Camini e fuoco scoppiettante?”
Il romanzo epistolare non è una novità, è ovvio. Non è questo il merito che si deve dare all'autrice. Esistono numerose opere con questo schema letterario, si vedano opere come Ultime Lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, o Pamela di Samuel Richardson, o anche I dolori del Giovane Werther di Goethe. Tutte opere grandiose che si sono fatte strada nella storia della letteratura per la loro complessità tematica e la loro capacità - degli autori s'intende - di dare corpo a sentimenti e pensieri grazie a un uso attento e filosofico-poetico delle parole.
 
E' altrettanto chiaro che l'autrice non si sia mai posta l'obiettivo di raggiungere personaggi letterari come quelli sopracitati, ma ho apprezzato davvero tanto la scelta del romanzo epistolare, e la scelta di non tradire il genere portando avanti quella che è la vena caratterizzante dello stesso: l'approccio introspettivo. 

In Vuoi conoscere un casino il diario di Giorgia sembra essere esattamente il suo specchio. Scrivere a Martina è sì un modo per tenerla vicina a sé, ma è anche un metodo che le offre la possibilità di conoscersi appieno. Non di guardarsi, bensì di osservarsi, di analizzarsi in pensieri e azioni. 
Attraverso il suo diario Giorgia libera il suo stomaco dalla morsa dell'insicurezza, del dolore, del dispiacere. Un foglio bianco davanti al quale timidezza e inibizione sono più facili da sconfiggere diventa un dolcissimo antidoto ai malesseri quotidiani. 
Ancora, in questo modo Martina e il lettore si sovrappongono nella stessa figura, e così chi legge diventa il migliore confidente di Giorgia. Una splendida sensazione. 
Sapevate che l'autrice ha scritto la prima versione di questo testo a quindici anni? Io non avrei neppure saputo mettere insieme due frasi di senso compiuto a quell'età. Okay, è vero. Ho esagerato. Dietro questa banale iperbole c'era la sincera intenzione di fare dei sentiti complimenti all'autrice e alla persona che era a quindici anni. Molto profonda, tenera, matura. 
E' commovente sin dall'inizio l'amore che evidentemente ha sempre legato le due ragazze, e il vuoto che Giorgia è costretta a vincere e riempire nei giorni successivi. 
L'unica cosa che le resta è affrontare il dolore, non negarlo, non respingerlo, ma accettarlo, farlo proprio e imparare a conviverci. Per Giorgia è arrivato il momento di crescere, e dovrà farlo senza Martina. 
Sarebbe opportuno, per come ormai ci hanno abituato le Case Editrici, pensare a una trama banale, a una ragazza che viene salvata dal baratro da un amore principesco, fiabesco e duraturo. Penso sinceramente di poter esprimere un pensiero di comune accordo dicendo che sarebbe stata una trama scontata, e suppongo che l'autrice sia stata particolarmente lungimirante in questo. 
Giorgia s'innamorerà è vero, ma anche relativamente all'amore assistiamo a una sorta di climax ascendente. Dapprima proverà un amore che alla lontana potremmo definire cieco. Nell'età in cui si trova la nostra piccola Giò è facile innamorarsi dell'amore - vi sfido a dirmi che non siete mai stati innamorati dell'amore - ma la sua maturità vi stupirà. 
Per la sua età Giorgia si dimostra una ragazza di senno, coscienziosa, capace di distinguere un sentimento effimero e fugace da uno sincero, sereno ma comunque profondo. 
Non sarà né facile né immediato giungere a questa consapevolezza che il suo cuore, invece, aveva compreso da tempo. Razionalizzare un sentimento è sempre un processo complesso. Sarà, infatti, un percorso lungo che la vedrà passare a tratti da un ragazzo a un altro in maniera del tutto innocente, ma che le permetterà di capire la differenza. 
Una lettura molto dolce nella fanciullezza che sprigiona, piena di speranza e di tenere consapevolezze che vengono fuori dalle riflessioni di una giovane donna all'inizio della sua esplorazione nella vita. 
Non importa se ciò che stiamo vivendo forse sarà solo un momento di breve durata, perchè finalmente ho capito che ho sedici anni, che questa non è l'età del "per sempre" e della perfezione... 
Questa è l'età dei momenti e dei casini. 
Una lettura assolutamente consigliata, che stringe il cuore e lo riscalda. 
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