venerdì 22 luglio 2016

Flatlandia






Titolo: Flatlandia
Autore: Edwin A. Abbott
Prezzo: € 8,00
Pagine: 151
Editore: Adelphi




"Il mondo è una superficie piana come quella di una carta geografica, sulla quale i flatlandesi scivolano senza sovrapporsi. La loro è una società rigidamente gerarchica: la casta più vile è quella delle donne".




É un libro che può sembrare fuori dal mondo, dal momento che parla di figure geometriche. Ma a mio parere sta proprio qui la genialità dell'autore: all'intento didattico, al soggetto matematico, riesce ad aggiungere la critica a una società per nulla ideale. Una società che applica la pena di morte, chirurgia estetica, sistema di caste e teocrazia; è un sistema accettabile!? Racconta anche la storia del progresso, a mio parere. Forse banalmente, ma é un processo molto graduale, per esempio la comprensione della differenza tra il punto e la retta etc.
É sicuramente un romanzo di formazione, in forma di metafora, dalla scrittura prolissa, a volte ridondante, tanto che leggerlo mi é stato difficile. Non per la complessità del linguaggio, quanto più per la "lentezza" con cui vengono espressi i concetti. Bisogna infatti contestualizzarlo molto e cogliere le sfumature più sottili. Non é molto lungo, come potete notare dal numero delle pagine sopra indicato, ma si nota quella "pesantezza ottocentesca"! Non é un libro che consiglierei facilmente! Ma apre sicuramente la mente, e aiuta ad espandere la propria visuale.
Il primo tema del racconto (chiaro nel cap.20) è mostrare il limite dell'uomo che, sebbene ignorante (nel senso proprio del termine, cioè che ignora il sapere) ha la presunzione di sapere e dominare; non si confronta con ciò che potrebbe intaccare le sue certezze (anzi, se può lo sopprime o la deride) e si chiude così allo sviluppo sociale ed intellettuale. Il secondo è più sottile e coinvolge la struttura sociale e la formazione dei giovani: si risolve facilmente la formazione (il maestro cede il suo orgoglio per il bene delle future generazioni: la sfera con il quadrato e questi nella sua società) pur mantenendo l'idea (ecco il paternalismo) che la formazione culturale non sia per tutti. Inoltre vi é una scarsa considerazione femminile che non deve essere intesa come razzismo o maschilismo da parte dell'autore! Ricordiamo che Abbott, metaforicamente, sta descrivendo un periodo storico particolare! Sicuramente non manca la fantasia, e la capacità dell'autore di prendere il lettore alla sprovvista fin dall'inizio e guidarlo in una serie di ragionamenti, che sicuramente appesantiscono la lettura, ma sono molto interessanti!
La seconda parte, invece, racconta della scoperta, da parte del personaggio voce narrante, che esistono altri mondi oltre a quello a due dimensioni dove è sempre vissuto lui, da Quadrato.
Una rivelazione sconvolgente, per il personaggio e per il lettore ormai totalmente immerso e immedesimato nella vita a due dimensioni!


Voto: 7.5

3 commenti:

  1. Flatlandia l'ho sempre voluto leggere, ma ammetto di averlo totalmente dimenticato fino a quando ho letto questo post :D Provvedo ad aggiungerlo alla mia lista u_u Mi interessa il fatto dei ragionamenti e contestualizzazione che ne possono derivare *-*

    Buona serata! :D

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    1. Sono felice di averti "aiutato/a" 😊

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  2. Ma sembra fantastico! :O lo leggerò e ti dirò :) <3

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