martedì 7 marzo 2017

Intervistiamo Chiara Albertini

Buon pomeriggio lettori,
oggi vi lascio l'intervista di un'autrice emergente che promette davvero bene: Chiara Albertini!
Autrice di:

Nel cuore di una donna...
di cui trovate la RECENSIONE QUI
Nel cuore di una donna


Vento dall'Est
        Vento dall'Est, di cui trovate la RECENSIONE
                                            QUI.







Ciao Chiara! Io e il mio blog siamo felici di ospitarti.



1. "Vento dall'Est" è un libro pieno di emozioni, anche contrastanti. Quando l'hai scritto era un periodo particolare per te? Insomma.. com'è nata questa storia meravigliosa?





La stesura del romanzo ha coinciso con un momento un po' delicato a livello personale, e forse proprio per questo posso affermare come l'atto dello scrivere sia stato un processo terapeutico sotto molti aspetti, nonostante ci tenga a sottolineare come la storia non abbia rimandi o risvolti autobiografici di alcun genere. La storia è nata da sé e all'improvviso, da una semplice idea di fondo, legata in parte a un piacevole ricordo d'infanzia.



2. Cosa ti ha spinto ad ambientare la scena in Irlanda e poi in Inghilterra? Anche nell'altro libro "Nel cuore di una donna" il "setting" era straniero (Inghilterra e America). Come mai?

Sembra che tu conosca bene quelle terre! C'è qualcosa che non sappiamo?



Delle ambientazioni che fanno da sfondo, ho conosciuto soltanto parte dell'Inghilterra, terra che amo profondamente. L'Irlanda vorrei poterla visitare un giorno, perché mi affascina molto. L'ambientazione in queste terre straniere era strettamente finalizzata alle storie narrate: entrambe le trame avrebbero perso la loro essenza e autenticità se avessi scelto altri "settings".



3. Nel proprio libro, l'autore affida sempre la propria voce a uno dei personaggi, qual è il tuo? E perché? (Sia in "Nel cuore di una donna", che in "Vento dall'Est").



Posso dirti con certezza di non avere un personaggio di preferenza. Ho affidato la mia voce a tutti indistintamente. Devo molto a loro, perché in ciascuno è riflesso una parte - piccola o grande - di me, di ciò che sono e vorrei essere.



4. Cosa significa per te scrivere, e quando è cominciato tutto?



Scrivere è libertà, innanzitutto. E consapevolezza. Volontà e capacità di aprire il proprio "mondo" non solo agli altri, ma anche a se stessi. È una sorta di viaggio interiore che si intraprende con onestà, coraggio e tenacia. Posso dirti che il mio approccio alla scrittura è nato durante la stesura della mia tesi di laurea in lingue: in quella fase è scaturito lentamente l'intimo bisogno di creare e mettere nero su bianco tutto ciò che sentivo dentro e in cui credevo.



5. Leggendo "Vento dall'Est", ho pensato che potrebbe uscire fuori un bel film. Ci hai mai pensato?



Sorrido... perché sarebbe il mio sogno più grande. È un augurio che mi porto dentro da quando ho iniziato a scriverlo. Chissà...


6. Nel retro della copertina hai scritto che vorresti approdare nel campo editoriale. Come scrittrice solamente o ti piacerebbe rivestire anche qualche altro ruolo?



Tempo fa ho svolto un corso editoriale di sei mesi conseguendo il diploma, affinché un giorno possa permettermi di rivestire diversi ruoli all'interno di una redazione editoriale e/o giornalistica. Il ruolo di scrittrice è una passione e un percorso parallelo che porterò sempre avanti, al di là dei risvolti futuri che potrà avere. L'augurio più vero che possa farmi sarà sempre quello di raggiungere i cuori di più lettori possibili, perché la condivisione con loro è un dono meraviglioso.



7. Com'è nato, invece, Nel cuore di una donna?



Questo romanzo d'esordio è nato da sé, come il secondo. Il processo di creazione e stesura delle storie nasce sempre da un'idea, un'intuizione di fondo che mi colpisce all'istante. È un seme da cui prende origine poi tutto, ogni singola cosa del processo creativo e... sì, posso dirti che sono sempre le storie che vorrei mi fossero narrate, che avrei desiderio di conoscere. Mi succede questo interiormente: creo e scrivo, è vero, ma è come se mi ponessi dalla parte del lettore col profondo desiderio di ascoltare le "mie" storie...



8. Che progetti hai per il tuo futuro da scrittrice? Ci dobbiamo aspettare un altro libro?



Sono alle prese con la stesura del terzo romanzo, anch'esso dalla vena intimista. Tratta un argomento piuttosto delicato, per cui mi richiederà molta attenzione, consapevolezza e tanto lavoro. Nonostante questo, ho già maturato un pensiero sulla trama del quarto romanzo...



9. Hai qualche consiglio per chi ancora scrive nella sua stanza, davanti alla scrivania, sperando un giorno di poter pubblicare il proprio lavoro?



Consiglio sempre di leggere moltissimo, di tutto un po', qualsiasi cosa, se possibile. Dalla lettura si approda alla scrittura. Non il contrario. Questo è un primo passo, di vitale importanza. Per il resto, credo che ogni cosa venga da sé alla fine, ma sempre credendo in se stessi e in ciò che si scrive, senza arrendersi mai. La scrittura è un dono e va amato a prescindere. Il destino poi in qualche modo aiuterà...



10. Quanto la famiglia e gli amici sono stati importanti per te?



Sono entrambi basilari, soprattutto la famiglia. Rientrano nei miei valori più radicati. Senza questi affetti, il loro bene, mi sentirei incompleta. La famiglia riveste un ruolo chiave, importante, all'interno dei miei romanzi; è un microcosmo attorno al quale ruota ogni singola cosa.



11. La storia d'amore in "Vento dall'Est" ha a che vedere con la tua vita privata? E' molto bella la relazione narrata in questo libro.



No, in verità, ma... è la storia d'amore che forse ciascuno vorrebbe vivere. Per cui...



12. Perché i nostri lettori dovrebbero leggere i tuoi libri?



Per emozionarsi profondamente. E per riflettere. Per ritrovare un po' se stessi, in tutto o in parte, e per raggiungere consapevolezze, di qualsiasi tipo. Un libro sa emozionare, ma ti porta inevitabilmente alla consapevolezza di alcune cose. Io credo questo.



Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato!

Saluta tutti:



Un abbraccio forte a tutti coloro che si sono affidati alle mie storie, e a coloro che vorranno (ancora) farlo...




Alla prossima,
Martina



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