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venerdì, luglio 06, 2018

Recensione - Il piccolo Atelier sulla Senna

Il piccolo atelier sulla SennaIl piccolo atelier sulla Senna
di Maxime Huerta
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Pagine: 320
Prezzo: EUR 17.90/9.99
Editore: Sperling & Kupfer


Teresa è una giovane donna che vorrebbe colorare la sua vita. Il suo cuore è cucito di grigio da quando, bambina, ha perso la madre ed è passata sotto la tutela inflessibile di una zia gelida e severa. Sarà per questo che frequenta le lezioni private di un anziano pittore che è anche un po' filosofo: è lui a insegnarle che, prima del colore, deve imparare a dominare l'oscurità e, anziché continuare a sfumare gli sbagli, spesso è meglio strappare il foglio e ricominciare da capo. Teresa non ha mai avuto il coraggio di prendere in mano la sua vita. Ma un giorno, passando davanti al negozio di un antiquario a Madrid, avverte un brivido che la spinge a entrare e a soffermarsi davanti a una vecchia insegna parigina: «Aux tissus des Vosges, Alice HUMBERT, nouveautés». Quella scritta colorata le parla di un tempo lontano, di una città affascinante e di una donna sconosciuta cui sente legato inspiegabilmente il suo destino. E così, in un istante, è presa dal desiderio di conoscere il mistero che si cela dietro quel nome, e lascia Madrid per la città delle luci. A Parigi, Teresa trova il negozio di stoffe abbandonato nei pressi della Senna, e proprio lì scopre vecchie fotografie di inizio Novecento che ritraggono una bellissima ragazza: Alice. Un frammento dopo l'altro, Teresa ricomporrà il quadro di una vita di cui avrebbe voluto essere protagonista: dalle umili origini all'ascesa nel bel mondo, dagli atelier dei pittori maledetti di Montparnasse a quello scintillante di Coco Chanel. S'immergerà nella storia di una donna che cercò la felicità a ogni costo, senza paura di attraversare le mille zone d'ombra dell'esistenza. E, grazie a quella storia, Teresa imparerà a riconoscere la luce che si nasconde anche dentro il bianco e nero, trovando finalmente la spinta per una nuova vita e un nuovo inizio tutto suo.
Erano morti i miei genitori, era morto il mio cane, era morto l'amore. Moriva tutto. Ma finalmente qualcuno mi parlava di vita. 
Colleghi e amici, lettori e lettrici, 
oggi vi parlo di questa meravigliosa recente pubblicazione firmata Sperling & Kupfer. 
Maxime Huerta è stata una piacevolissima sorpresa, e sono felice di aggiungere questa chicca alla mia lista di letture portate a termine. Con il suo stile leggero il giovane scrittore spagnolo ha portato tra le pagine una storia intrigante, appassionante e molto originale. 

Teresa è una giovane donna che vive tra le strade di Madrid. La sua esistenza sfortunatamente è molto grigia e infelice. Ha passato la sua giovinezza a eseguire gli ordini della zia che si è presa cura della sua educazione, ma tutto cambia quando si ritrova davanti a un negozio di antiquariato e qualcosa richiama la sua attenzione. Un'antica insegna parigina sembra attirarla come una calamita. Non avendo nulla da perdere lì a Madrid, Teresa decide di trasferirsi nella magica Parigi. Qui, nella città dell'amore, una serie di segni, un forte sesto senso e voglia di vivere la porteranno alla scoperta di alcune foto in bianco e nero che ritraggono una donna, Alice Humbert. Alice accompegnerà Teresa verso una vita e un'epoca di cui avrebbe voluto essere protagonista: l'esuberante Parigi degli anni '20. 

I capitoli, infatti, si alternano nella splendida descrizione della città ieri e oggi e dei sentimenti di Teresa e della donna a cui inspiegabilmente sente legato il suo destino e la sua intera esistenza. 

Sono rimasta assolutamente incantata dalla bellezza della Parigi che ci viene descritta. La protagonista sembra essere stata costruita dall'autore per fare da intermediario tra il lettore e un'altra epoca, fungendo da finestra sul passato attraverso la quale sbirciare e vedere i salotti in cui si riunivano i grandi artisti del periodo, i pittori maledetti di Montparnasse, e il mondo della moda con personaggi come Coco Chanel. E' stato così affascinante, intrigante, passionale. E' stato fantastico respirare l'aria di quegli studi pittoreschi in cui gli artisti vivevano in preda al desiderio di sentire la vita scorrere nelle loro vene, le descrizioni sono così ben costruite che molte volte mi sono dimenticata del fatto che stavo leggendo. Come Teresa anche io mi sono sentita attraversare il tempo e sognare quello stile, quell'eleganza, quella bellezza caratterizzante. 

All'inizio mi è risultato difficile entrare nella storia, farmi coinvolgere, ma alla fine sono stata completamente rapita dagli anni '20, e dai racconti che Teresa ed Alice, due donne molto forti e molto simili tra di loro, mi hanno regalato durante la lettura. Amore, morte, arte, bellezza, presente, passato si mescolano in maniera così poetica che non potrete non rimanere incanti. Al romanzo si aggiunge il mistero dell'intrigante figura di Alice. Qual è il suo ruolo nella vita di Teresa? Chi è esattamente Alice Humbert? A queste e a molte altre domande troverete risposta tra le pagine de "Il piccolo atelier sulla Senna", un libro che lascerete andare molto difficilmente. 

1 commento:

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