lunedì 7 gennaio 2019

Recensione - Miss Miles



Risultati immagini per cover miss milesMiss Miles
di Mary Taylor

Pagine: 800
Prezzo: € 3,99 / 16,00
Editore: Darcy Edizioni
Pubblicazione: 20 Dic 2018

Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne.Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia. Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.

Quando la Darcy Edizioni mi ha proposto la lettura di questo testo non ho saputo rifiutare, nonostante la mia TBR list sia già piuttosto lunga. 

Non avevo mai letto nulla di Mary Taylor, a dire la verità non ne sapevo proprio l'esistenza, ma la sua amicizia con Charlotte Bronte è stata un valore aggiunto che mi ha spinta a richiedere la copia per parlarvene oggi, all'inizio del review party che durerà tutta la settimana su numerosi blog. 

La prima cosa che mi sento di dire - in totale onestà - è che Miss Miles non è un libro per i più. 
Innanzitutto è un classico, il che porta a restringere notevolmente il numero di interessati. E' un genere che deve piacere, che si deve amare. 
In secondo luogo, non si deve avere timori dei mattoncini. Miss Miles, come potete leggere dalla scheda informativa sopra, è un libro di 800 pagine
Personalmente amo i classici e adoro i mattoncini librosi. Soprattutto quando, nonostante il loro volume, sono caratterizzati da una narrazione scorrevole, come questo qui. 

Inoltre, è ambientato nell'Ottocento. Il periodo che risente l'eco del puritanesimo, del paganesimo, del vittorianesimo e la cui mentalità tipica della gente è davvero davvero ottusa. 
Ma è anche il periodo del romanticismo struggente alla Jane Austen, o di quello che risente delle ombre dell'atmosfera gotica alla Emily Bronte, etc. 
Un periodo che se guardato soltanto con gli occhi delle ultime due autrici, potrebbe sembrare meraviglioso, per l'aurea di mistero da cui viene avvolto. 
Io stessa - e qui molti avrebbero da ridire - sono innamorata dell'Ottocento, ma Mary Taylor si presenta come la voce fuori dal coro. 

Mary Taylor fu una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne, e credo che il suo animo ribelle e determinato, accompagnato dal desiderio di svelare la vera condizione che le donne stavano accettando di vivere in quel periodo, sia tutto qui, in Miss Miles. 

Ho apprezzato molto la copertina realizzata dalla Casa Editrice. La figura della donna col volto coperto dal cappello mi piace tantissimo. Una donna - una qualsiasi, il cui volto potrebbe essere quello di ciascuna di noi - su un libro femminista. 
Una scelta un po' scontata, certo, ma disegnata in questi termini di incertezza e versatilità ha quel quid di interessante. 

Indirettamente Miss Miles si presenta come il Diario di quattro giovani donne, Dora, Maria, Sarah, Amelia, che si pone l'obiettivo di dipingere, con un ventaglio di colori ristretto, la quotidianità di tutte loro. 

Sarah Miles è la protagonista principale, la nostra Miss Miles da cui l'opera prende il titolo. Una giovane donna del paese, figlia del droghiere. Sin dalle prime righe andiamo incontro alla personalità fuori asse di Sarah, che vuole andare a scuola. Vuole studiare, vuole imparare a guardare il mondo con i suoi occhi, con la sua capacità di giudizio, senza le influenze altrui, e più di ogni cosa vuole trovarsi nelle condizioni di guadagnare. Vuole lavorare per vivere, come fanno gli uomini. Avere una sua indipendenza economica. Il suo obiettivo, a dir la verità, è quello di diventare una signora, anche se non ha ben chiaro cosa questo voglia dire.

Maria e Dora sono migliori amiche, e in una narrazione altalenante e ricca di intrecci giungiamo alla conoscenza della seconda e terza protagonista del libro.  
Grazie all'eredità di cui dispone in seguito alla morte dei suoi genitori, Maria riesce ad affittare una casa in un paesino vicino e avviare una piccola scuola, che successivamente verrà frequentata da Sarah e Amelia (la quarta protagonista), soddisfacendo così il suo desiderio di insegnare e di guadagnarsi da vivere lavorando, sebbene ciò rappresenti motivo di vergogna per i familiari rimasti. 
In seguito alla morte del padre, la madre di Dora sposa un uomo violento. Quando entrambi muoiono Dora deve occuparsi della casa e dei fratellastri che la odiano e si rifiutano di darle del denaro. In una situazione così triste e drammatica, il suo unico appiglio e motivo di incoraggiamento verso tempi migliori è la corrispondenza con l'amica Maria, fin quando la sua vita non le starà tanto stretta da decidere di scappare di casa per guadagnarsi da vivere. 

A primo acchito Amelia sembra trovarsi in una situazione migliore, fin quando però la sua famiglia non deve contrastare una crisi finanziaria. Da ragazza matura e responsabile, desidera aiutare i suoi genitori e la sua famiglia: vuole trovare un lavoro per guadagnare qualcosa anche lei. Tuttavia per la sua famiglia ciò rappresenterebbe un motivo di profonda vergogna, e Amelia non comprende come possa essere preferibile morire di fame. 

Questi brevi episodi saranno il punto di partenza della nuova vita di queste donne, le cui esistenze si intrecceranno per volere del destino, all'insegna di un'amicizia limpida e disinteressata. 

Per molti aspetti il testo può considerarsi un romanzo contemporaneo. L'autrice dà voce al proprio pensiero tramite queste quattro donne ed emerge una Mary Taylor determinata, desiderosa di realizzarsi come persona, ma soprattutto come donna. Mediante i suoi personaggi principali e non, la Taylor sottolinea costantemente lo stato di nichilismo in cui si trovano tutte le donne dell'epoca. Esse non sono affatto incoraggiate a praticare il loro potenziale, a mettersi in gioco al pari degli uomini, anche in situazioni di necessità, come quelle delle donne menzionate nel romanzo. 
Mary Taylor vede dell'ingiustizia nel doveroso compito di cui si fa carico la società di controllare le donne e renderle schiave del focolare domestico, con l'unico scopo di trovare un buon partito per marito, che possa permettere loro di vivere il resto dei giorni serenamente. 
Miss Miles è un romanzo moralmente intenso, in pieno stile Ottocentesco, ma dai contenuti rivoluzionari. Le quattro donne del romanzo forniscono uno spaccato approfondito della società vittoriana femminile, nel modo più crudo possibile cosicché risultino evidenti le critiche mosse dalla scrittrice.
Inoltre, nonostante la sua evidente presa di posizione a favore delle donne, il testo non smette di essere equilibrato. Non è un libro contro gli uomini. Mary Taylor sembra essere del tutto consapevole che tutti, sia uomini che donne, in fondo sono il risultato di una mentalità tramandata dalle generazioni precedenti, come se allo stesso modo fossero tutti soggetti a un incantesimo. Tramite le esperienze di queste donne, che saranno agevolate da alcuni personaggi secondari, e ostacolate da altri, Mary sembra volere augurare a tutte le donne di trovare la forza di fare affidamento su se stesse, e non su un qualche marito che avrà il compito di permettere loro di non morire di fame. 
La trama, abbastanza complessa e a volte tragica, è resa corposa dai numerosi dialoghi che agevolano il ritratto della psiche dei vari personaggi, e ancora di più della mentalità del periodo. 
Non è Jane Eyre, non è Wuthering Heights, ma credo che questo sia un romanzo immeritatamente dimenticato, e non posso che ringraziare la Darcy Edizioni per essersi fatta carico di un romanzo così importante.  

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