lunedì 20 maggio 2019

Recensione - Dallo Speculum alle Aenigmatae


Dallo Speculum alle Aenigmatae Vol. II
Riccardo Dri 

Pagine: 190
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione:  2018

"'Nell'eredità materna di ciascun essere umano' si trovano fusi assieme 'l'estremo amore come l'odio' che conduce a pensare il nostro essere come una 'portentosa indistinguibilità originaria'. Di qui la vita che si è disgiunta dal corpo materno 'resta tuttavia suo possesso inalienabile': l'uomo si libra tra questi due aspetti conflittuali tra l'essere un uno e l'essere un frammento di un tutto, un Uno-Tutto, limite e illimite, a partire da quella radice femminile che discende dal corpo di donna, da cui percepisce di esserne figlio e fratello insieme, figlio di una nascita e fratello nel suo appartenere, come la madre, al genere umano. 'E a questo punto, perché no, si può parlare di incesto universale.' [...] Non cercammo l'altra metà, bensì con infinito stupore scoprimmo un'entità inscindibile nell'incomprensibile tutto. Così eravamo fratelli nel mito, prima che l'incesto fosse sacrilego." (Andreas Louise Salomé)
Cari lettori, ben ritrovati!
Non so voi, ma leggere e pubblicare recensioni ultimamente è diventato sempre più difficile. Il pensiero di dovermi dare le ultime materie e correre a perdifiato verso la laurea mi sta logorando l'animo. Sono così in ansia! Ma non smetto di desiderare montagne e montagne di libri - che effettivamente prendono spazio sulla mia scrivania - di cui potervi parlare. 


Se mi seguite dagli albori della mia piccola e umile carriera da blogger saprete sicuramente che questa non è la prima apparizione di Riccardo Dri su Il Rumore delle Pagine. Lo abbiamo già conosciuto, infatti, con altri due libri, Dià-ferenze (la mia recensione qui) e Dallo Speculum alle Aenigmate Vol. I (la mia recensione qui).


Questa volta, invece, ho il piacere di presentarvi Dallo Speculum alle Aenigmatae Vol. II. 
Alla stregua del primo capitolo, anche questa volta filosofia e psico-analisi si propongono come discipline portanti di tutto il saggio, ancora una volta sorrette, adornate, e rese più sensibili, dal pathos che caratterizza la letteratura greca. 
Dallo Speculum alle Aenigmatae  non è mai stato un libro a favore delle donne, non così banalmente almeno, quanto piuttosto un testo per l'umanità, un libro pieno di verità nascoste e di dubbi che a volte pensiamo non sia lecito avere. 
Cosa saremmo, se non veri umani, se non avessimo i dubbi che hanno riempito la testa dei più grandi pensatori della storia? 
Riccardo Dri, oltre a dimostrare ancora una volta la sua capacità di amalgamare sapientemente quanti più elementi possibile, si preoccupa di ricordarci di avere il coraggio di accettare la nostra condizione di essere umani, con tutti i suoi difetti. 
Di accettare di essere uomo e donna, nei nostri ruoli mai fissi e spesso intercambiabili, nelle nostre indoli di accompagnatore e portatrici di vita. 
Di comprendere che 



si possono promettere azioni, ma non sentimenti, perchè questi sono involontari. 


In una società razionalizzata fino al midollo è difficile sentire, capire, accettare l'irrazionalità e l'apparente evanescanza dei sentimenti. 
Ecco che Dallo Speculum alle Aenigmatae  non è mai stato un libro a sostegno del movimento contro il femminicidio, quanto piuttosto una viscerale spiegazione delle differenze tra uomo e donna, della razionalità della società a cui l'irrazionalità dei sentimenti difficilmente può rispondere. 
Tuttavia le due cose non devono essere considerate in antitesi. 

"I sentimenti in altre parole sono un modo di 'sentire' con la mente". Il sentimento inoltre [...] è una forma cognitiva molto più potente della ragione, la quale ultima può regnare e vincere solo in quella "isola piccolissima nell'oceano dell'irrazionale", nel quale viene sempre sopraffatta. La ragione, dopo una breve sortita fuori dalle mura della sua 'piccolissima isola', viene travolta. Il sentimento è più potente. 
[...]
I sentimenti nutrono una specifica forma di intelligenza, quella in cui sentire e pensare procederebbero all'unisono, producendo quella che è stata definita 'conoscenza del cuore'. 

Non consiglio il libro esclusivamente agli uomini, e non perchè questo possa essere interpretato come un atteggiamento femminista, ma perchè in realtà è un libro di cui mi sono servita - da giovane donna - per comprendere la sfera maschile nella loro indole più inconscia e nascosta, oltre che per studiare me stessa. 
Ho trovato interessante, per esempio, l'argomentazione contro la frequente volontà delle donne di cambiare il proprio uomo
Come anche la spiegazione del concetto di "erostimo" nel senso puro e greco del termine,  o ancora, l'inno alla vita e alla sua bellezza, e l'interpretazione della morte come altro rispetto alla vita. 

con essa [la morte] si manifesta talvolta la vendetta della vita non sufficientemente amata da noi, cioè da noi troppo rimossa e per questa ragione non rimasta sufficientemente unita con noi. Ecco che essa (la vita) prende allora aspetto di morte, cioè non ci ama più abbastanza. (...) 



Più che una lettura sotto l'ombrellone è un vero e proprio studio al limite con l'antrolopologia e la sociologia, ragion per cui ritengo che non sia una lettura adatta ai più. E' una lettura complessa, la quale risulterebbe pesante al confronto con i romanzi rosa che - giustamente (perchè ci vogliono pure) - riempiono le giornate. Ma è una di quelle letture che in realtà spero possano apprezzare i più. Sarebbe una vittoria per l'umanità, per la riduzione del femminicidio, per un rispetto sempre più crescente tra uomo e donna. 



Se qualcuno di voi ha letto qualcosa a riguardo, mi piacerebbe sapere cosa avete letto e quali sono state le vostre riflessioni!


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