mercoledì 27 novembre 2019

Recensione - Fidati del tempo



Negli ultimi giorni la Casa Editrice Kimerik mi ha riempita di splendide nuove uscite, e oggi vi presento la prima: Fidati del tempo
Ho letto che Adriana Marzullo è una mia coetanea, e che frequentiamo lo stesso Corso di Laurea, anche se in due città diverse. Sono piccolezze, noncuranze, cose di alcun valore...però mi hanno fatto sentire più vicina a lei. Per fortuna questa vicinanza non l'ho avvertita solo in questi termini, ma anche - cosa più importante - nelle sue parole, nel suo messaggio, nel suo brevissimo racconto che non dice nulla di nuovo, ma nulla che vada dimenticato. 


Fidati del tempo
Adriana Marzullo 
Pagine: 53
Prezzo: €14,00
Editore: Kimerik Edizioni
Pubblicazione: Settembre 2019

Ci sono realtà, scelte e sensazioni che hanno il diritto di essere raccontate. La fiducia nel tempo è sinonimo di coraggio, certe cose finiscono e altre iniziano senza che nessuno ci chieda il permesso. Ci accorgiamo che un amore sta finendo quando scompare la magia e scopriamo che un altro del tutto inaspettato ci stravolge i pensieri. Ma come si fa se la vita decide di far finire anche ciò che non è iniziato? E così dovremmo imparare dalle farfalle, dovremmo avere il loro passo mentre volano. Fidati del tempo è una storia che merita di essere raccontata.




La mia recensione 

Fidati del tempo è una piccola parentesi in mezzo al caos quotidiano. Non c'è una protagonista definita, ma solo una ragazza che ha bisogno di raccontare a qualcuno quello che prova. Nella sua introduzione, infatti, Adriana parla con molta franchezza:
Ho deciso di scrivere perché la malinconia, l'amore, la solitudine, l'insonnia e i momenti bui, come anche quelli ricchi di luce, hanno il diritto di essere raccontati.
Ho deciso di scrivere perché è quello che mi rimane per cercare quanto meno di volare, seppur in basso, sfiorando l'erba. 

Ci sono momenti in cui nella vita ci si sente tutt'altro che leggeri e liberi  come le farfalle tanto ammirate da Adriana, eppure si deve andare avanti, non si può mettere la vita in pausa aspettando che i brutti momenti passino e riprendere quando più è di nostro gradimento. Ed è per questo che definirei questo breve racconto come un discorso di incoraggiamento e di comprensione. 
Comprensione per i momenti bui, per i momenti che spengono il sorriso e a seguito dei quali sembra impossibile andare avanti. 
Incoraggiamento perché prima o poi si supera tutto, o quanto meno si impara a conviverci. Però Adriana sembra desiderare che il proprio lettore sia audace, coraggioso e fiducioso nei confronti del tempo. Sicuro delle proprie potenzialità e delle proprie capacità, così come della possibilità di realizzare qualsiasi cosa, di superare qualsiasi momento solo decidendolo. 

Tutto accade perché siamo noi a decidere. 

Penso che l'indipendenza e l'amor proprio siano due cose fondamentali, e Adriana ce lo ricorda in poche pagine, con un racconto che ha del lirico e con un linguaggio diretto e confidenziale. 



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